L’anello del Col d’Arlaz, in bici tra boschi, cascate e laghi
Mappa dell’itinerario
Statistiche dell’itinerario
| Lunghezza | 25km |
| Dislivello | 800m D+ |
| Durata | 3h |
| Stagioni | autunno, primavera e estate |
| Mezzo | e-bike, gravel, mtb, city bike |
| Difficoltà | media |
Panoramica dell’itinerario
Il percorso ad anello si svolge tra i comuni di Verrès, Challand-Saint-Victor e Montjovet. Alterna tratti di asfalto e sterrati ed è ideale per gli amanti delle gravel bike. Il percorso combina il piacere dello sport, con salite impegnative, a storia, paesaggi rurali, boschi, splendidi panorami e ambienti naturali di pregio. I periodi ideale di percorrenza sono in primavera e autunno, quando la valle si veste di colori suggestivi e le temperature sono miti. L’itinerario richiede un ottimo allenamento per via delle salite che occorre affrontare; l’utilizzo di una e-bike permette di facilitare la percorrenza dei tratti più impegnativi. Si consiglia di concludere la giornata con una visita al centro storico e al castello di Verrès.
Per raggiungere Verrès
Il comune di Verrès è comodamente raggiungibile in treno con la linea ferroviaria Torino-Aosta (momentaneamente sospesa fino al 2026 per lavori di ammodernamento). È inoltre raggiungibile tramite gli autobus della linea “Pont-Saint-Martin-Aosta”, gestita dalla compagnia V.I.T.A., con corse effettuate ogni ora circa (è possibile consultare gli orari sul sito VITA Group). La fermata Verrès – Autostazione è la più comoda per questo itinerario. In auto, arrivando sia da Torino sia da Aosta, uscire al casello autostradale di Verrès. È possibile parcheggiare presso la stazione ferroviaria di Verrès.
Descrizione del percorso
L’itinerario prende il via dalla stazione ferroviaria di Verrès e segue lungo via Stazione, per poi svoltare a sinistra in via Duca d’Aosta in direzione del centro storico, dominato dalla mole imponente del castello medievale (1). Questa fortezza del XIV secolo, famosa per la sua struttura monolitica, offre una prima immersione nella storia valdostana e della famiglia Challant. Dopo circa 300 metri, si svolta a sinistra in via Don Carlo Boschi, poi di nuovo a sinistra in via Francheté e infine subito a destra per imboccare via Jean Baptiste Barrel. Si attraversa il torrente Evançon e alla rotonda si prosegue sempre dritto, per poi iniziare la salita verso Challand-Saint-Victor. Prima della salita, una sosta alla Collegiata di Saint-Gilles (2) è d’obbligo: situata all’imbocco della valle di Challand-Ayas, oltre a essere uno splendido esempio di architettura religiosa del periodo romanico ospita nei suoi giardini alcune piante di olivo. Dalla Collegiata si segue la Strada Regionale 45, iniziando la prima delle salite che si affronteranno durante il percorso. Lungo questo tratto (lungo circa 4,5 chilometri) occorre prestare molta attenzione poiché si pedala su strada piuttosto trafficata e a tornanti.
Raggiunto Challand-Saint-Victor, si consiglia di effettuare una deviazione per raggiungere l’imbocco del sentiero che, in circa 20 minuti a piedi, conduce alla cascata di Isollaz (3), una tra le più belle e suggestive della regione. Ci si addentra poi in frazione Villa per arrivare alla graziosa Cappella di Nostra Signora delle Nevi (4), davanti alla cui facciata cresce rigogliosa una pianta di olivo. Sebbene il comune di Challand-Saint-Victor sia situato a circa 750 metri di altitudine, gode di un clima secco e riparato dei venti; le temperature miti e la buona esposizione al sole consentono quindi la crescita di queste piante. La pedalata prosegue in frazione Nabian, dove è possibile ammirare la piccola cappella dedicata alla Croce di Cristo (5), la cui facciata è decorata con tre affreschi dipinti da Luigi Artari di Verrès nel 1844. Poco oltre la cappella, addentrandosi tra le case della frazione, si arriva al Forno di Nabian (6), un forno collettivo costruito nel 1934 e l’unico di Challand-Saint-Victor ancora funzionante grazie a importanti lavori di recupero.
Lasciata frazione Nabian, si ritorna sulla SR45 per continuare la salita fino al Col d’Arlaz (7) (circa 3 chilometri). La fatica è ripagata dal bellissimo panorama che si può godere dal colle, che collega Montjovet alla Val d’Ayas. Dal colle si stacca una strada sterrata a transito limitato che affianca il Rû d’Arlaz (8) e che prosegue parallela al canale, all’interno di un folto bosco di castagni. Seguendola per circa 800 metri si arriva alla cascata di Orbeillaz (9). Si ritorna al Col d’Arlaz seguendo all’inverso lo stesso tratto di sterrato e si inizia la discesa a Montjovet, passando per le frazioni Grand Hoël e Barmachande. Appena svoltato a sinistra subito dopo il colle, si trova il Mulino d’Arlaz (10), risalente all’inizio del 1800 e oggi restaurato. Giunti in frazione Barmachande, si segue l’indicazione per il Lago di Villa, un bacino situato nella Riserva Naturale del Lago di Villa (11)(12).
Dal Lago di Villa si percorre nuovamente la SR45 per ritornare a Verrès; si attraversa il centro storico e si giunge infine alla stazione ferroviaria, chiudendo così il percorso.
Punti di interesse & Approfondimenti
1: Il castello di Verrès

📍 Località: Verrès
🏰 Caratteristica principale: Imponente fortezza medievale con vista panoramica sulla valle
La prima tappa dell’itinerario conduce al Castello di Verrès, una delle fortificazioni più iconiche della Valle d’Aosta. La salita da Piazzale Europa è piuttosto impegnativa, ma viene ripagata da una splendida vista panoramica sulla valle e sul borgo di Verrès.
Per chi preferisce evitare la salita in bicicletta,
è possibile lasciare il mezzo nel centro storico e percorrere a piedi una scalinata che dalla piazza centrale Émile Chanoux conduce al castello in circa 15 minuti.
Il castello, costruito nel XIV secolo per volere della famiglia Challant, si distingue per la sua pianta quadrata massiccia, con un’unica struttura fortificata priva di torri, un’innovazione architettonica per l’epoca. Le sue ampie sale interne, le scalinate in pietra e gli ambienti austeri raccontano la sua funzione di roccaforte strategica.L’ultima tappa dell’itinerario conduce al Castello di Verrès, una delle fortificazioni più iconiche della Valle d’Aosta. La salita da Piazzale Europa è piuttosto impegnativa, ma viene ripagata da una splendida vista panoramica sulla valle e sul borgo di Verrès.
Per chi preferisce evitare la salita in bicicletta, è possibile lasciare il mezzo nel centro storico e percorrere a piedi una scalinata che dalla piazza centrale Émile Chanoux conduce al castello in circa 15 minuti.
Il castello, costruito nel XIV secolo per volere della famiglia Challant, si distingue per la sua pianta quadrata massiccia, con un’unica struttura fortificata priva di torri, un’innovazione architettonica per l’epoca. Le sue ampie sale interne, le scalinate in pietra e gli ambienti austeri raccontano la sua funzione di roccaforte strategica.
Approfondimento “Il castello di Verrès”
Il castello di Verrès si erge in posizione dominante sul torrente Evançon e sul borgo di Verrès. Risalgono al 1287 i primi documenti che attestano la presenza di un castello di proprietà della famiglia De Verretio, estintasi verso la metà del XIV secolo. I loro possedimenti passarono nelle mani dei conti di Savoia, che nel 1372 li concessero a Ibleto di Challant. Quest’ultimo ricostruì il castello, trasformandolo in una fortezza militare.
L’architettura del castello di Verrès si distingue da quella degli altri castelli valdostani: mentre questi ultimi consistevano in un insieme di edifici racchiusi in una cinta muraria, il castello di Verrès è un monoblocco cubico di tre piani collegati tra loro da un poderoso scalone in pietra. La sua posizione, di difficile accesso e facilmente difendibile, permetteva il controllo del paese sottostante, del fondovalle e della strada che sale lungo la Val d’Ayas, all’epoca importante via di comunicazione.
Nel 1536, René di Challant fece ingrandire la fortezza, adattandola alle armi da fuoco dell’epoca. Alla sua morte, il castello, così come gli altri suoi beni e possedimenti, furono al centro di aspre contese legali a causa della legge salica, contraria alla successione della discendenza femminile, e passò sotto il controllo dei duchi di Savoia. Nel 1661, Carlo Emanuele II di Savoia ordinò lo smantellamento degli armamenti del castello, che furono trasferiti al Forte di Bard.
Nel 1696, al termine delle dispute legali tra gli eredi di Isabella di Challant e la famiglia Challant, il castello tornò in mano a quest’ultima e vi rimase fino all’ estinzione della casata. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1894 fu acquistato da Alfredo d’Andrade, sovrintendente ai monumenti del Piemonte e della Liguria. D’Andrade ne curò il primo restauro e lo utilizzò come uno dei modelli per la Rocca del Borgo Medievale di Torino, costruita in occasione dell’Esposizione Generale Italiana Artistica e Industriale del 1884.
Attualmente, il castello di Verrès è di proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta ed è aperto al pubblico.
2: La Collegiata di Saint-Gilles

📍 Località: Verrès
⛪ Caratteristica principale: Chiesa romanica con piante di olivo nei giardini, situata all’imbocco della valle di Challand-Ayas
Prima di affrontare la salita verso Challand-Saint-Victor, una sosta alla Collegiata di Saint-Gilles è altamente consigliata. Situata in posizione strategica all’ingresso della valle di Challand-Ayas, questa chiesa è uno splendido esempio di architettura romanica e uno dei luoghi di culto più significativi della Valle d’Aosta.
L’edificio, caratterizzato da una struttura solida e austera, conserva tracce del suo passato medievale ed è circondato da un giardino dove crescono alcune piante di olivo, un elemento insolito per la zona, reso possibile dalle particolari condizioni microclimatiche.
Approfondimento “La Collegiata di Saint-Gilles a Verrès”
La fondazione del monastero viene tradizionalmente collocata nel X secolo, ma la prima menzione del Priorato di Sant’Egidio è in una Charta Augustana del 1050. Tale documento riporta la cessione di due appezzamenti di terreno da parte di Guglielmo di Montjovet ai canonici di Saint-Gilles.
Nel 1139, papa Innocenzo II impose la Regola di Sant’Agostino a tutti i canonici regolari; la norma venne applicata anche dai canonici di Verrès sul finire del XII secolo. Nel Medioevo, la canonica acquisì una crescente importanza, inglobando priorati, parrocchie, chiese e ospedali, e poté godere del favore e della protezione sia dei Savoia sia della nobiltà valdostana, in particolare della famiglia Challant.
Proprio quest’ultima famiglia acquisì il controllo della canonica nel XV secolo, che mantenne ben saldo fino al 1648, quando il vescovo di Aosta introdusse i Canonici Regolari della Congregazione del Salvatore. Dopo alterne vicende, la famiglia Challant perse definitivamente i diritti sul priorato nel 1772. Il convento fu soppresso dai francesi nel 1802, ma riabilitato nel 1816 con l’annessione al Regno di Sardegna.
Il 25 maggio 1800, il convento di Verrès accolse per una notte Napoleone, che, con le sue truppe, attraversava la Valle scendendo dal Gran San Bernardo, dando inizio alla sua seconda campagna d’Italia.
Attualmente, la Collegiata di Saint-Gilles è sede della parrocchia, che include edifici realizzati tra l’XI e il XVIII secolo. L’edificio principale in pietra a vista e il vicino campanile maggiore furono costruiti nel 1512 per volontà del Prevosto Carlo di Challant. La parrocchia attuale di Sant’Egidio fu edificata nel 1775 sul sito della precedente chiesa romanica, di cui rimane un semplice campanile. In quell’occasione, il conte Francesco Ottavio di Challant autorizzò l’integrazione della cappella dei Santi Giorgio e Maurizio, costruita nel 1407 da Ibleto di Challant come cappella sepolcrale di famiglia.
Questa cappella si distingue ancora oggi per alcuni elementi architettonici: all’esterno, la splendida trifora in pietra scolpita rivolta verso il borgo; all’interno, le volte gotiche a vela, che sono state preservate dagli interventi del Settecento.
Dal dicembre 2015, i pellegrini che percorrono la Via Francigena possono trovare ospitalità presso la Collegiata nella struttura chiamata “La Casa del Pellegrino”.
3: La cascata di Isollaz
📍 Località: Challand-Saint-Victor
💧 Caratteristica principale: Maestosa cascata raggiungibile con una breve escursione a piedi
Raggiunto Challand-Saint-Victor, si consiglia una breve deviazione per visitare la spettacolare Cascata di Isollaz, una delle più belle e suggestive della Valle d’Aosta. Per raggiungerla, si imbocca un sentiero escursionistico che, in circa 20 minuti di cammino, conduce ai piedi della cascata, offrendo lungo il tragitto splendide vedute sul paesaggio circostante.
La cascata si distingue per la sua notevole altezza e la potenza del getto d’acqua, che crea un ambiente fresco e rigenerante, perfetto per una pausa immersa nella natura. Durante i periodi di maggiore portata d’acqua, l’effetto scenografico è ancora più impressionante.
4: La Chiesa della Madonna delle Nevi, Challand-Saint-Victor

📍 Località: Frazione Villa, Challand-Saint-Victor
⛪ Caratteristica principale: Piccola chiesa alpina con una pianta di olivo davanti alla facciata
Dopo aver visitato la Cascata di Isollaz, il percorso prosegue addentrandosi nella frazione Villa, dove si trova la Cappella di Nostra Signora delle Nevi, un piccolo edificio sacro dal fascino semplice e raccolto.
Una particolarità di questa cappella è la pianta di olivo che cresce rigogliosa davanti alla facciata,
un dettaglio insolito per una località situata a circa 750 metri di altitudine.
Il comune di Challand-Saint-Victor, infatti, gode di un clima secco e riparato dai venti, con temperature miti e un’ottima esposizione al sole, condizioni che rendono possibile la crescita di questa pianta tipicamente mediterranea.
Approfondimento “La cappella della Madonna delle Nevi a Challand Saint-Victor”
La cappella, originariamente edificata nel 1663 e dedicata alla Madonna Addolorata, venne ricostruita nel 1850-51. Davanti alla cappella si trova una pianta di olivo, simbolo di pace, spiritualità e riconciliazione, che arricchisce il contesto conferendo un ulteriore significato religioso e simbolico al luogo.
La facciata attuale è ornata da affreschi raffiguranti la Madonna tra due angeli. All’interno, spicca l’altare maggiore, realizzato nel XIX secolo, affiancato dai dipinti di San Francesco d’Assisi, San Grato e San Germano, mentre la volta è decorata con un’immagine della Madonna.
L’altare laterale, più antico e risalente al XVII-XVIII secolo, custodisce una tela che rappresenta la Deposizione dalla Croce con le figure di Santa Lucia e Sant’Antonio da Padova. Quest’ultimo è raffigurato mentre poggia la mano sul capo di un uomo in abiti seicenteschi. Lo stemma visibile nell’angolo inferiore destro del dipinto collega quest’ultimo alla nobile famiglia locale dei Masu, probabili promotori della costruzione della cappella originaria.
5: La cappella della Croce di Cristo

📍 Località: Frazione Nabian, Challand-Saint-Victor
⛪ Caratteristica principale: Piccola cappella alpina con affreschi del XIX secolo
Proseguendo in bicicletta attraverso la frazione Nabian, si incontra la Cappella della Croce di Cristo, un piccolo edificio religioso che si distingue per la sua facciata decorata con tre affreschi dipinti nel 1844 dal pittore Luigi Artari di Verrès.
Questa cappella, incastonata nel paesaggio montano, rappresenta un luogo di raccoglimento e spiritualità, tipico delle comunità alpine.
Gli affreschi sulla facciata raffigurano scene sacre e si sono conservati nel tempo, testimoniando la tradizione artistica e religiosa della Valle d’Aosta.
6: Il forno di Nabian

📍 Località: Frazione Nabian, Challand-Saint-Victor
🔥 Caratteristica principale: Antico forno collettivo del 1934, unico ancora funzionante nel comune
Proseguendo oltre la Cappella della Croce di Cristo e addentrandosi tra le case della frazione Nabian, si giunge al Forno di Nabian, un forno collettivo costruito nel 1934 e l’unico nel comune di Challand-Saint-Victor ancora in funzione.
Grazie a importanti lavori di recupero, il forno è stato restaurato e continua a essere utilizzato per la preparazione del pane nero valdostano, una specialità tradizionale a base di farina di segale.
7: Il Col d’Arlaz
📍 Località: Confine tra Montjovet e Val d’Ayas
⛰️ Caratteristica principale: Passo panoramico che collega Montjovet alla Val d’Ayas
Lasciata frazione Nabian, il percorso riprende lungo la Strada Regionale 45, affrontando una salita di circa 3 chilometri fino a raggiungere il Col d’Arlaz. Questo valico di montagna rappresenta un punto di collegamento strategico tra Montjovet e la Val d’Ayas, offrendo un panorama mozzafiato sulla valle sottostante.
La fatica della salita viene ampiamente ripagata dalla vista, che spazia sulle vette circostanti, i boschi alpini e i borghi montani disseminati lungo il percorso. Il colle è anche un punto di passaggio per diversi sentieri escursionistici, ideali per chi vuole approfondire l’esplorazione dell’area.
8: Il Rû d’Arlaz

📍 Località: Col d’Arlaz
💧 Caratteristica principale: Canale irriguo storico immerso in un bosco di castagni
Dal Col d’Arlaz si dirama una strada sterrata a transito limitato che affianca il Rû d’Arlaz, un antico canale irriguo che scorre all’interno di un folto bosco di castagni. Questo tratto del percorso offre un’esperienza immersiva nella natura, con una piacevole alternanza di ombra e luce filtrata tra le chiome degli alberi, rendendolo perfetto per una pedalata rilassante.
Il Rû d’Arlaz è un’opera idraulica storica, realizzata per convogliare l’acqua necessaria all’irrigazione dei terreni agricoli della zona. Ancora oggi, il canale è ben conservato e rappresenta un elemento di grande valore storico e paesaggistico.
Approfondimento “Il Rû d’Arlaz”
Il Rû d’Arlaz è uno dei numerosi rûs della Valle d’Aosta, canali artificiali realizzati tra il XIII e il XVI secolo per soddisfare l’esigenza di portare l’acqua dei torrenti verso le aree coltivate, fondamentali per l’agricoltura di montagna. Questi canali rappresentano un’importante testimonianza della sapienza idraulica e dell’impegno delle comunità locali nel modellare il territorio per adattarlo alle proprie necessità.
Il Rû d’Arlaz si origina dal torrente Evançon, nella frazione Ponteil del comune di Brusson, e si sviluppa per circa 12 chilometri attraversando i territori di Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Emarèse e Montjovet. Lungo il suo percorso, il rû distribuisce l’acqua alle campagne e alimenta pascoli e campi terrazzati, rendendo fertili aree altrimenti aride.
Il canale prende il nome dal Flambeau d’Arlaz, un pinnacolo roccioso situato nelle vicinanze: visibile da diversi punti del fondovalle, questo monolite dalla forma curiosa rappresenta un elemento distintivo del paesaggio di questa zona.
Oggi il Rû d’Arlaz è un’importante meta per chi desidera immergersi nella storia e nella natura valdostane. Un sentiero panoramico segue il tracciato del canale, offrendo splendide vedute sulla valle e la possibilità di esplorare borghi e aree boschive. Questo percorso è anche un modo per riscoprire il ruolo cruciale che i rûs hanno avuto per la sopravvivenza e lo sviluppo delle comunità alpine nei secoli passati.
9: La cascata di Orbeillaz

📍 Località: Orbeillaz, nei pressi del Col d’Arlaz
💧Caratteristica principale: Suggestiva cascata immersa nel bosco lungo il percorso del Rû d’Arlaz
Proseguendo lungo la strada sterrata che costeggia il Rû d’Arlaz, dopo circa 800 metri si raggiunge la Cascata di Orbeillaz, un angolo di natura incontaminata perfetto per una sosta rinfrescante. La cascata si trova immersa in un folto bosco di castagni, creando un’atmosfera suggestiva e rilassante, arricchita dal suono dell’acqua che scende tra le rocce.
Dopo aver ammirato la cascata e goduto della frescura del luogo, si ritorna al Col d’Arlaz, ripercorrendo in senso inverso il tratto di sterrato, prima di iniziare la discesa verso Montjovet.
10: Il mulino di Arlaz
📍 Località: Nei pressi del Col d’Arlaz
🌾 Caratteristica principale: Mulino storico dell’Ottocento, restaurato e immerso nel paesaggio alpino
Appena svoltato a sinistra dopo il Col d’Arlaz, si incontra il Mulino d’Arlaz, una struttura risalente ai primi anni del 1800, oggi restaurata per preservarne la memoria storica.
Il mulino, un tempo fondamentale per la comunità locale, era utilizzato per la macinazione dei cereali, in particolare segale e grano saraceno, coltivati nelle zone circostanti. Grazie ai lavori di recupero, il mulino conserva ancora il suo sistema di macine e ingranaggi in legno, permettendo ai visitatori di scoprire le antiche tecniche di lavorazione dei cereali.
11: La Riserva Naturale del Lago di Villa
📍 Località: Frazione Barmachande, Montjovet
🌿 Caratteristica principale: Bacino naturale protetto circondato da un ecosistema ricco di biodiversità
Proseguendo in direzione di frazione Barmachande, si segue l’indicazione per il Lago di Villa, situato all’interno della Riserva Naturale del Lago di Villa. Questo bacino naturale rappresenta un’area protetta di grande interesse ecologico, dove è possibile osservare una variegata fauna e flora tipiche delle zone umide alpine.
Il lago è circondato da canneti e boschi di latifoglie, habitat ideale per diverse specie di uccelli acquatici, come aironi, germani reali e folaghe. L’ambiente circostante è particolarmente suggestivo, offrendo un’atmosfera di tranquillità e un contatto diretto con la natura.
Approfondimento “La riserva naturale Lago di Villa”
La Riserva Naturale del Lago di Villa è situata tra i comuni di Challand-Saint-Victor e Montjovet e si estende su un’area di 25 ettari a un’altitudine compresa tra 810 e 980 metri sul livello del mare. Questo bacino lacustre-torboso di bassa montagna è un luogo unico, dove il contrasto tra l’ambiente palustre del lago e l’aridità circostante crea un ecosistema affascinante e ricco di biodiversità.
La morfologia dell’area è il risultato dell’azione del Ghiacciaio Balteo che, migliaia di anni fa, ha scavato la conca in cui si trova il lago e modellato i dossi arrotondati che lo racchiudono. Le rocce della riserva appartengono al gruppo delle pietre verdi, ovvero rocce magmatiche testimoni di un antico fondale oceanico che hanno subito trasformazioni nel corso della formazione della catena alpina.
Istituita nel 1982, la Riserva è gestita dal Servizio Aree Protette ed è classificata come Sito di Importanza Comunitaria per la conservazione degli habitat naturali. Qui trovano rifugio numerose specie di flora e fauna selvatica, tra cui il rospo comune, che qui trova la sua principale stazione riproduttiva a livello regionale, e la ninfea bianca, i cui periodi di fioritura sono giugno e luglio.
Al centro della riserva si trova il Lago di Villa, un grazioso specchio d’acqua profondo fino a 7,5 metri, celebrato come una “Meraviglia Italiana”. Il lago è avvolto da leggende suggestive, come quella di un drago curioso che, nelle notti silenziose, abbandonava la sua grotta per giocare con una palla d’oro. Si narra che un giorno un contadino, attratto da quel prezioso tesoro, escogitò un inganno per rubare la palla al drago. Utilizzando una botte rivestita di chiodi, si lasciò andare sulle acque del lago, attendendo il momento giusto. Quando il drago lanciò la palla troppo lontano, esattamente nel punto in cui si nascondeva il contadino, quest’ultimo colse l’occasione per impossessarsi del tesoro e fuggire, lasciando il drago ingannato e sconfitto.
12: Il castello di Villa-Challand
📍 Località: Villa, Montjovet
🏰 Caratteristica principale: Antica fortificazione situata nei pressi del Lago di Villa
A poca distanza dal Lago di Villa, si trova il Castello di Villa, una struttura fortificata che domina il paesaggio circostante. Il castello, oggi in stato di rudere, rappresenta una testimonianza storica dell’antico sistema difensivo della Valle d’Aosta.
Le rovine permettono di immaginare la grandezza originaria del castello, che in passato svolgeva una funzione strategica per il controllo delle vie di comunicazione nella regione. La sua posizione elevata offre anche un punto panoramico eccezionale sulla valle.
Approfondimento “Il castello di Villa-Challand”
Il Castello di Villa-Challand, situato su una collina che domina Challand-Saint-Victor in Val d’Ayas, è uno dei più antichi castelli valdostani, strategicamente posizionato per controllare sia il fondovalle sia la strada della valle, un tempo importante via di comunicazione con il Vallese.
In un documento del 1200 si riporta la donazione del feudo di Villa-Challand da parte di Tommaso I di Savoia al visconte di Aosta Bosone II, che poté ingrandire il feudo e costruire il castello, probabilmente sui ruderi di un edificio precedente.
Il castello fu ampliato da Ebalo I di Challant, che ne fece la sua dimora principale. I lavori di ampliamento consistettero nell’estensione delle mura, nell’ingrandimento della corte e nell’aggiunta di un altro edificio rettangolare e di una cappella.
Intorno al 1430 il castello fu ristrutturato e rinforzato per volere di Caterina di Challant, al centro della contesa con Giacomo I di Challand Aymavilles per l’eredità di Francesco di Challant. Dopo la sconfitta di Caterina, il castello fu abbandonato e iniziò il declino, diventando una fonte di materiali edili.
Attualmente, restano i ruderi del castello, non accessibili per motivi di sicurezza.
Approfondimento Carnevale di Verrès
Il Carnevale Storico di Verrès rievoca la figura di Caterina di Challant, protagonista di una contesa ereditaria nel XV secolo. Alla morte del padre Francesco di Challant nel 1442, Caterina ereditò i feudi insieme alla sorella Margherita. Tuttavia, i parenti maschi, in particolare il cugino Giacomo di Challant-Aymavilles, contestarono la successione, appellandosi alla Legge Salica che escludeva le donne.
Determinata a difendere i suoi diritti, Caterina acquistò la parte di beni della sorella e organizzò le difese militari con l’aiuto del marito Pierre d’Introd. Durante una cerimonia nel castello di Challant, gli uomini d’armi giurarono di combattere per lei “fino alla morte”. Caterina cercò anche il sostegno popolare: il 31 maggio 1450, festa della Trinità, scese a Verrès con il marito Pierre e 50 uomini armati, pranzò con il Prevosto della Collegiata di Verrès e poi, nella piazza, ballò al suono di tamburi e pifferi in mezzo al popolo. Il gesto fu accolto con entusiasmo, e il grido “Vive Introd et Madame de Challant” divenne simbolo della sua popolarità.
Questo episodio storico viene ricordato dal 1949 durante il Carnevale Storico di Verrès, organizzato dal Comitato del Carnevale. Ogni anno, Caterina e Pierre d’Introd tornano simbolicamente in piazza Chanoux, accolti da fiaccole, trombe e tamburi. Dopo la presentazione del loro seguito nobiliare, Caterina balla con un popolano, e il Gran Ciambellano legge un proclama che invita tutti a unirsi ai festeggiamenti. La sfilata prosegue fino a piazza René de Challant, dove il sindaco consegna i poteri alla contessa, seguita da una serata di balli e musiche al castello.
Le celebrazioni continuano la domenica con cortei e feste dedicate ai bambini. Il lunedì è segnato da visite ai ristori del borgo e la sera, al castello, viene rappresentato il dramma medievale “Una partita a scacchi” di Giuseppe Giacosa. Il martedì, ultima giornata di Carnevale, si apre con la distribuzione di piatti tipici in piazza René de Challant. Nel pomeriggio, una grande sfilata di gruppi folkloristici, bande musicali e carri allegorici percorre le vie del borgo, sempre con Caterina e il suo seguito. La festa si conclude con il Veglionissimo di chiusura al castello, una serata di balli in maschera.
Il Carnevale Storico di Verrès vede coinvolti ogni anno oltre 250 figuranti in abiti storici.
Bibliografia
Belotti M., Dallou A. (1998), Carnaval historique de Verrès: 50 anni di storia. Quart: Musumeci.
Corni F. (2005), Valle d’Aosta medievale. Sarre: Tipografia Testolin.
Corni F. (2008), Segni di pietra. Torri, castelli, manieri e residenze della alle d’Aosta. Saint-Christophe: Associazione Forte di Bard.
Courmoz F. (1997), Il lago di Villa. Châtillon: Cervino.
Courmoz F. (2005), La parrocchia di Challand-Saint-Victor: religiosità popolare, edifici religiosi, tradizioni e curiosità. Aosta: Le château.
Gerbore E. E. (1993), “I ru della Valle d’Aosta: regolamentazione ed uso”, in COTRAO (a cura della), L’uomo e le Alpi. Torino: Vivalda.
Orlandoni B. (1995), “La culla degli Challant: il castello di Villa-Challant, ora in rovina, era un tempo roccaforte del feudo patronimico della più potente famiglia nobile della Valle”, Pagine della Valle d’Aosta, 2, pp. 22-32.
Thiébat P., Careggio A. (1977), Notes d’histoire sur Challand-Saint-Victor. Aosta : Imprimerie valdôtaine.
Vauterin G. (2007), Gli antichi rû della Valle d’Aosta: profilo storico, agricolo, tecnico e ambientale dei canali irrigui in una regione di montagna. Aosta: Le château.
Zanotto A. (2002), Castelli valdostani. Quart: Musumeci.
Carnevale storico di Verrès, https://www.carnevaleverres.it/
Castello di Verrès, https://valledaostaheritage.com/chateau-de-verres/
Collegiata di Saint-Gilles a Verrès, https://www.collegiatasaintgilles.net/
Comune di Challand-Saint-Victor, https://comune.challand-st-victor.ao.it/
Comune di Verrès, https://www.comune.verres.ao.it/

