
Mappa degli Itinerari di Archeologia Industriale
Panoramica degli itinerari:
La culla dell’industrializzazione: tra Pont-Saint-Martin e Donnas
Ci troviamo nella culla dell’industrializzazione valdostana. Già all’inizio del XVI secolo, sulle sponde del torrente Lys, comparvero le prime fucine per la lavorazione dei metalli, che si moltiplicarono nel corso del tempo, attirando manodopera da fuori regione e determinando un netto incremento demografico in tutta la zona. Una tradizione produttiva che continuò per più di tre secoli fino alla violenta crisi che nel periodo post-unitario mise a repentaglio la stessa sopravvivenza della metallurgia in Valle: basti pensare che nel 1876, rimanevano in attività soltanto sei officine, ma tra queste c’erano sia quelle di Donnas che di Pont-Saint-Martin. Il vero punto di svolta per la storia industriale, valdostana e non solo, arrivò però dopo la “rivoluzione idroelettrica” di fine XIX secolo, quando la Valle d’Aosta, grazie alle grandi riserve d’acqua e ai suoi pendii scoscesi, divenne il luogo ideale per la costruzione di numerose centrali e di nuovi e più moderni impianti industriali. Beneficiando di questa particolare congiuntura l’area tra Pont-Saint-Martin e Donnas si trasformò tra il 1870 e il 1930 nel principale polo industriale della regione.
Tra Hône e Verrès, tra antiche fucine, fabbriche e centrali idroelettriche
A partire dal XVIII secolo, nell’area compresa tra Hône e Verrès si sviluppò una vivace proto-industria metallurgica caratterizzata dalla comparsa di numerosi forni e fucine sulle sponde della Dora e dei suoi affluenti. Una tradizione produttiva che continuò, a fasi alterne, fino alla cosiddetta rivoluzione idroelettrica di fine XIX secolo, che rivitalizzò l’industria valdostana nel suo complesso e quella della Bassa Valle in particolare. Verrés, in questo senso, ne fu un perfetto esempio. Fin dall’inizio del XX secolo, dopo la costruzione della centrale sull’Evançon, il piccolo borgo si trasformò in un vivace centro industriale proprio grazie alla nascita di diverse fabbriche e officine tessili, siderurgiche e chimiche, che modificarono il volto del paese, coinvolgendo di riflesso anche i più piccoli comuni limitrofi, come Issogne e Arnad.

