In bici lungo la Dora Baltea, tra centrali idroelettriche e gli olivi dell’envers
Mappa dell’itinerario
Statistiche dell’itinerario
| Lunghezza | 33km |
| Dislivello | 380m D+ |
| Durata | 4h |
| Stagioni | autunno, primavera e estate |
| Mezzo | e-bike, gravel, mtb, city bike |
| Difficoltà | difficile |
Panoramica dell’itinerario
Il percorso si snoda sul fondovalle e segue il corso della Dora Baltea, alternando piste ciclabili e tranquille strade a bassa intensità di traffico, quasi completamente su asfalto. Può essere percorso in entrambi i sensi, da Pont-Saint-Martin a Montjovet o viceversa. Può essere accorciato a seconda della disponibilità di tempo o del livello di allenamento, oppure essere collegato agli altri itinerari proposti. È inoltre possibile suddividere il percorso in più tappe per dedicare del tempo alla visita dei borghi attraversati e ai numerosi patrimoni storici disseminati sul territorio.
L’itinerario si svolge quasi del tutto all’envers, ovvero sul versante nord: non si presta quindi ad essere percorso nei mesi più freddi, mentre risulta particolarmente gradevole anche nei mesi estivi grazie alla sua esposizione poco assolata.
Per raggiungere Pont-Saint-Martin
Il comune di Pont-Saint-Martin è raggiungibile con l’autobus della linea “Pont-Saint-Martin-Aosta”, gestita dalla compagnia V.I.T.A., con corse effettuate ogni ora circa (è possibile consultare gli orari sul sito VITA Group). La fermata Stazione F.S. a Pont-Saint-Martin è la più comoda per questo itinerario.
In auto, arrivando sia da Torino sia da Aosta, uscire al casello autostradale di Pont-Saint-Martin. È possibile parcheggiare presso la stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin.
Descrizione del percorso
L’itinerario prende il via dalla stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin e fin da subito si imbocca la pista ciclabile che corre lungo il torrente Lys in direzione del centro del paese. Si attraversa il ponte ciclopedonale sul Lys e si imbocca via Baraing, per poi svoltare a destra in via Chanoux e subito a sinistra prendendo la strada sul lato opposto (chiusa al traffico a motore) che si congiunge al Ponte Romano (1), risalente al I secolo a.C.. Nei pressi del ponte, in posizione particolarmente suggestiva, è presente la prima delle centrali idroelettriche che si incontreranno lungo il percorso (2).
L’impianto a bacino di Pont-Saint-Martin entrò in funzione nel 1920 e l’edificio presenta una struttura muraria in pietra a vista che ben si inserisce nel contesto paesaggistico della zona. Dalla centrale si percorre il Ponte Romano, per poi attraversare nuovamente il torrente Lys sul ponte carrozzabile e tornare in via Chanoux. Seguendo lo stesso itinerario di andata, si prende a sinistra via Baraing, si attraversa la passerella ciclopedonale e si ripercorre la pista ciclabile. La si segue nella sua interezza proseguendo la pedalata verso Donnas fino a giungere al centro sportivo Crestella. All’incrocio si svolta a sinistra in via Crestellaz e si continua lungo la Strada delle Cascine su pista ciclabile per circa 1 chilometro. All’incrocio con rue Lafait si svolta a sinistra dirigendosi all’envers di Donnas.
Appena oltrepassata l’autostrada, si prende a sinistra in via Mamy e si continua dapprima su asfalto a poi su facile sterrato, pedalando piacevolmente tra campi e vigneti. Da questo lato si gode di un bel colpo d’occhio sui terrazzamenti dell’adret, mentre in località Grand Vert è possibile osservare alcune piante di olivo. Proprio a Grand Vert troviamo la seconda centrale idroelettrica (3), che deriva l’acqua dalla Dora Baltea tramite un canale lungo circa 1.500 metri, in parte in galleria e in parte a cielo aperto.
Da località Grand Vert si prosegue verso Clapey, per poi attraversare la Dora Baltea su passerella ciclopedonale e raggiungere l’arco e la strada romana (4). Si continua a pedalare in direzione di Bard, incontrando un’altra centrale idroelettrica (5). Questa centrale è tra le più piccole della Valle, avendo una potenza inferiore a 5MW. L’impianto entrò in funzione nel 1907; rimase attiva fino alle soglie della Seconda Guerra Mondiale e nel 1941 fu sostituito da quello attuale.
Si affronta ora una breve salita verso il borgo di Bard(6) e si supera il geosito archeologico, attualmente chiuso al pubblico (7). Volendo, è possibile salire al Forte (8) seguendo il percorso attrezzato per e-bike (la ricarica è ad uso gratuito) a ridosso delle mura della fortezza e ammirare lo splendido panorama sulla vallata della Dora Baltea. Si attraversa il piccolo ma suggestivo borgo e si prosegue verso Hône, attraversando il bel ponte pedonale sulla Dora Baltea. Seguendo il tracciato della Via Francigena, si attraversa il centro storico di Hône, con la chiesa di San Giorgio (10), e si continua su facile strada sterrata per poi continuare su una tranquilla e piacevole strada secondaria con dolci saliscendi in direzione di Echallod.
Lungo questo tratto si incontrano, nell’ordine, una delle due centrali idroelettriche di Hône (9), la cappella di San Grato (11) e il ponte romanico di Echallod (12). Superato quest’ultimo, si continua lungo la tranquilla strada secondaria che attraversa la frazione di Echallod e porta al comune di Issogne, dove si incontra l’omonimo castello appartenuto alla famiglia Challand (13).
Da qui, si attraversa la Dora Baltea per raggiungere Verrès e il suo centro storico, dominato dal castello (14). Proprio sotto quest’ultimo, incastonata nella stretta gola scavata dal torrente Evançon, troviamo la centrale idroelettrica di Verrès (15), entrata in funzione nel 1914. Tornando verso il centro di Verrès, si incontra la Collegiata di Saint-Gilles (16) con i suoi olivi; la si supera e si torna sul versante nord della valle percorrendo via delle Murasse per poi continuare la pedalata in direzione di Champdepraz.
Si oltrepassa la cappella di Saint-Solutor a Issogne e si segue il corso del torrente Chalamy attraversando le frazioni Favad e Mure, con le cave di talco e marmo (non più in uso). All’incrocio con la Strada Regionale 6 si trova la centrale idroelettrica di Champdepraz(17), che utilizza la potenza dell’acqua che, scorrendo nella vallata e attraversando una serie di laghi naturali a circa 2.000 metri di quota, alimenta il torrente Chalamy e l’opera di presa posta ad un’altitudine di 1.178 metri.
Dalla centrale si prosegue in leggera discesa lungo la SR6 per circa 450 metri fino a una stretta curva a gomito, dove sulla sinistra si trovano l’ufficio postale e la sede del Parco Naturale Mont Avic. Si imbocca la via sulla sinistra (occorre fermarsi e prestare attenzione prima di svoltare) e si scende in direzione di Les Sales. Si continua in frazione Viering, per poi raggiungere Montjovet e le sue frazioni all’envers, Oley, Meran e Borgo(18), meta finale della pedalata dove troviamo l’ultima centrale idroelettrica del percorso(19).
È possibile rientrare a Pont-Saint-Martin seguendo lo stesso itinerario di andata.
Punti di interesse & Approfondimenti
1: Il Ponte Romano di Pont-Saint-Martin

📍 Località: Pont-Saint-Martin
🌉 Caratteristica principale: Ponte ad arco risalente al I secolo a.C., simbolo dell’ingegneria romana
L’itinerario inizia dalla stazione ferroviaria di Pont-Saint-Martin, seguendo la pista ciclabile lungo il torrente Lys fino al centro del paese. Dopo aver attraversato il ponte ciclopedonale sul Lys e percorso alcune strade del borgo, si giunge a uno dei monumenti più iconici della Valle d’Aosta: il Ponte Romano di Pont-Saint-Martin.
Costruito nel I secolo a.C., questo ponte ad arco unico in pietra è una straordinaria opera dell’ingegneria romana, ancora oggi perfettamente conservata.
La sua struttura, realizzata senza l’uso di malta ma con blocchi di pietra incastrati con precisione, ha resistito nei secoli, diventando un simbolo del comune.
2: La centrale idroelettrica di Pont-Saint-Martin
📍 Località: Pont-Saint-Martin
⚡ Caratteristica principale: Impianto idroelettrico storico del 1920, perfettamente integrato nel paesaggio
Nei pressi del Ponte Romano, in una posizione particolarmente suggestiva, si trova la prima delle centrali idroelettriche che si incontreranno lungo il percorso. L’impianto a bacino di Pont-Saint-Martin, entrato in funzione nel 1920, rappresenta un importante esempio di utilizzo delle risorse idriche alpine per la produzione di energia elettrica.
L’edificio, con la sua struttura muraria in pietra a vista, è stato progettato per armonizzarsi con il paesaggio circostante, mantenendo un’estetica coerente con l’ambiente montano. La centrale sfrutta la forza dell’acqua del torrente Lys per generare elettricità, contribuendo ancora oggi all’approvvigionamento energetico della regione.
3: La centrale idroelettrica di Grand Vert
📍 Località: Grand Vert, Pont-Saint-Martin
⚡ Caratteristica principale: Impianto idroelettrico che sfrutta un canale di derivazione dalla Dora Baltea
Proseguendo lungo via Mamy, il percorso si trasforma gradualmente in un tratto sterrato facile e panoramico, permettendo di pedalare tra campi e vigneti con una splendida vista sui terrazzamenti dell’adret. Raggiunta località Grand Vert, si può osservare la presenza di alcune piante di olivo, un dettaglio particolare per questa zona alpina.
In questo punto si incontra la seconda centrale idroelettrica del percorso, situata proprio a Grand Vert. Questo impianto utilizza l’acqua della Dora Baltea, prelevata attraverso un canale lungo circa 1.500 metri, in parte scavato in galleria e in parte a cielo aperto.
4: La Via delle Gallie a Donnas

📍 Località: Donnas
🏛️ Caratteristica principale: Strada romana scavata nella roccia con un arco monumentale risalente all’epoca imperiale
Proseguendo da località Grand Vert, il percorso attraversa Clapey, per poi attraversare la Dora Baltea su una passerella ciclopedonale, conducendo a una delle testimonianze più importanti della romanizzazione della Valle d’Aosta: l’Arco e la Strada Romana di Donnas.
Questo tratto della via delle Gallie, la strada costruita dai Romani per collegare la Pianura Padana con la Gallia, è scavato direttamente nella roccia viva e conserva ancora oggi i solchi lasciati dai carri romani, visibili lungo il percorso.
L’arco in pietra, costruito con una funzione probabilmente militare e simbolica, segnava un punto strategico lungo la via e rappresentava un passaggio obbligato per i viandanti e i commercianti dell’epoca.
5: La centrale idroelettrica di Donnas
📍 Località: Donnas
⚡ Caratteristica principale: Piccola centrale idroelettrica con una potenza inferiore a 5 MW
Proseguendo in direzione di Bard, il percorso conduce alla terza centrale idroelettrica dell’itinerario, una delle più piccole della Valle d’Aosta, con una potenza inferiore ai 5 MW.
Questo impianto entrò in funzione nel 1907, rappresentando un’importante risorsa energetica per la zona. Rimase attivo fino alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, quando, nel 1941, fu sostituito da una struttura più moderna, adattata alle nuove esigenze di produzione elettrica.
Nonostante le sue dimensioni ridotte rispetto ad altre centrali della regione, questa struttura dimostra come la sfruttamento idroelettrico della Dora Baltea sia stato un elemento chiave per lo sviluppo economico e industriale della Valle d’Aosta nel corso del XX secolo.
6: La centrale idroelettrica di Bard
📍 Località: Bard
⚡ Caratteristica principale: Impianto idroelettrico moderno che sfrutta le acque della Dora Baltea
Proseguendo lungo il percorso, si raggiunge la Centrale Idroelettrica di Bard, un impianto di grandi dimensioni rispetto a quelli precedentemente incontrati. Situata strategicamente lungo la Dora Baltea, questa centrale rappresenta un importante nodo della produzione di energia idroelettrica della Valle d’Aosta.
L’impianto attuale è stato costruito per ottimizzare la resa energetica del corso d’acqua, sfruttando una tecnologia avanzata per garantire una produzione efficiente e sostenibile.
7: Il Geosito archeologico di Bard
📍 Località: Bard
🪨 Caratteristica principale: Importante area archeologica con incisioni rupestri, attualmente chiusa al pubblico
Proseguendo oltre il borgo, si supera il Geosito Archeologico di Bard, un’area di grande interesse storico e geologico. Questo sito conserva importanti testimonianze del passato preistorico e protostorico della Valle d’Aosta, con incisioni rupestri e formazioni rocciose modellate dall’azione glaciale.
Sebbene attualmente chiuso al pubblico, il sito rimane un punto di riferimento per lo studio delle prime comunità che abitavano questa zona e delle loro interazioni con il territorio.
8: Il borgo e il Forte di Bard

📍 Località: Bard
🏰 Caratteristica principale: Imponente fortezza militare con punto panoramico sulla Dora Baltea
Dopo aver attraversato il borgo di Bard e superato il geosito archeologico (attualmente chiuso al pubblico), è possibile effettuare una deviazione per salire al Forte di Bard, una delle fortificazioni più imponenti e meglio conservate della Valle d’Aosta.
Il forte è accessibile tramite un percorso attrezzato per e-bike, che costeggia le mura della fortezza e offre la possibilità di ricaricare gratuitamente le biciclette elettriche. Lungo la salita, si può ammirare uno splendido panorama sulla vallata della Dora Baltea, che rende ancora più suggestiva l’esperienza.
Una volta raggiunta la sommità, il forte offre diverse attrazioni, tra cui:
- Il Museo delle Alpi, con esposizioni sulla geografia, la fauna e la storia della regione.
- Mostre temporanee e spazi culturali ospitati negli ambienti recuperati della struttura.
- La terrazza panoramica, che permette di godere di una vista unica sulla valle e sui borghi circostanti.
9: La centrale idroelettrica di Hône
📍 Località: Hône
⚡ Caratteristica principale: Impianto idroelettrico alimentato dalla Dora Baltea
Proseguendo lungo il percorso tra Hône ed Echallod, si incontra un’altra centrale idroelettrica, una delle diverse strutture che sfruttano il potenziale idrico della Dora Baltea per la produzione di energia elettrica rinnovabile.
L’impianto è situato in una posizione strategica lungo il corso del fiume ed è progettato per minimizzare l’impatto ambientale, integrandosi con il paesaggio circostante.
10: La chiesa di San Giorgio a Hône
📍 Località: Hône
⛪ Caratteristica principale: Chiesa parrocchiale con elementi storici nel cuore del borgo
Dopo aver attraversato il borgo di Bard e il ponte pedonale sulla Dora Baltea, il percorso segue il tracciato della Via Francigena, conducendo nel centro storico di Hône. Qui si trova la Chiesa di San Giorgio, un edificio di culto che rappresenta un importante punto di riferimento per la comunità locale.
La chiesa, dedicata a San Giorgio, santo guerriero spesso raffigurato mentre uccide il drago, conserva alcuni elementi architettonici di rilievo e si inserisce perfettamente nell’atmosfera del borgo.
Dopo la visita alla chiesa, il percorso prosegue su una strada sterrata facile, che poi si trasforma in una tranquilla strada secondaria con dolci saliscendi, offrendo un panorama suggestivo sulla valle mentre si pedala in direzione di Echallod.
11: La cappella di San Grato lungo la Via Francigena
📍 Località: Hône
⛪ Caratteristica principale: Piccola cappella alpina dedicata al patrono dei raccolti e delle campagne
Dopo aver superato la Centrale Idroelettrica di Hône, il percorso continua fino a raggiungere la Cappella di San Grato, un piccolo luogo di culto situato in un punto suggestivo lungo l’itinerario.
San Grato è una figura molto venerata nelle comunità alpine, considerato il protettore dei raccolti e delle campagne, e la sua devozione è ancora oggi viva in Valle d’Aosta, dove diverse cappelle gli sono dedicate.
L’edificio, pur essendo di dimensioni ridotte, conserva elementi architettonici semplici ma caratteristici, tipici delle cappelle di montagna, con una facciata sobria e un piccolo campanile.
12: Il ponte di Echallod

📍 Località: Hône
🌉 Caratteristica principale: Antico ponte in pietra costruito tra il XIII e il XV secolo
Proseguendo lungo il percorso, si giunge al Ponte Romanico di Echallod, un’affascinante struttura in pietra locale, costruita tra il XIII e il XV secolo per facilitare il transito tra le due sponde del torrente Ayasse.
Questo ponte, con la sua arcata unica e massiccia, rappresenta un importante esempio di
ingegneria medievale valdostana, perfettamente integrato nel paesaggio circostante.
Il ponte era un tempo parte di un’antica via di collegamento tra i villaggi della zona e ancora oggi è percorribile a piedi, permettendo di ammirare il torrente e il contesto naturale in cui è inserito.
13: Il castello di Issogne
📍 Località: Issogne
🏰 Caratteristica principale: Elegante residenza signorile rinascimentale della famiglia Challant
Dopo aver attraversato il ponte di Echallod, il percorso prosegue lungo una strada secondaria tranquilla fino a raggiungere Issogne, dove si incontra il celebre Castello di Issogne, una delle residenze nobiliari più affascinanti della Valle d’Aosta.
A differenza di altre fortificazioni valdostane, il Castello di Issogne non ha un aspetto difensivo, bensì una struttura elegante e armoniosa, tipica delle dimore signorili rinascimentali. Fu di proprietà della famiglia Challant, che lo trasformò in una raffinata residenza, arricchendolo con affreschi, mobili d’epoca e dettagli decorativi di grande pregio.
Tra gli elementi più iconici del castello spiccano:
- Il portico affrescato, decorato con le celebri lunette di Issogne, che rappresentano scene di vita quotidiana del XV secolo.
- La Fontana del Melograno, una splendida scultura in ferro battuto che simboleggia prosperità e fecondità.
- Le stanze nobiliari, arredate con mobili originali, arazzi e dettagli artistici che raccontano la vita aristocratica del passato.
14: Il borgo storico e il castello di Verrès
📍 Località: Verrès
🏰 Caratteristica principale: Imponente fortezza medievale con struttura monoblocco unica in Valle d’Aosta
Dopo aver attraversato la Dora Baltea, il percorso giunge nel centro storico di Verrès, dominato dall’imponente Castello di Verrès, una delle fortificazioni più iconiche della Valle d’Aosta.
A differenza di altri castelli valdostani, il Castello di Verrès si distingue per la sua struttura monoblocco quadrata, priva di torri esterne, una caratteristica innovativa per l’epoca. Costruito nel XIV secolo per volere della famiglia Challant, il castello aveva una funzione prevalentemente difensiva, con mura massicce, sale ampie e un’impostazione architettonica studiata per resistere agli assedi.
15: La centrale idroelettrica di Verrès
📍 Località: Verrès
⚡ Caratteristica principale: Impianto idroelettrico attivo dal 1914, situato nella gola scavata dal torrente Evançon
Proprio sotto il Castello di Verrès, incastonata nella stretta gola modellata nel tempo dal torrente Evançon, si trova la Centrale Idroelettrica di Verrès, un impianto storico entrato in funzione nel 1914.
Questa centrale fa parte del vasto sistema di produzione idroelettrica della Valle d’Aosta, sfruttando le risorse idriche del territorio per generare energia rinnovabile. Grazie alla sua posizione strategica, l’impianto è stato fondamentale per lo sviluppo industriale della zona, fornendo elettricità alle attività produttive e alle comunità locali.
16: La Collegiata di Saint-Gilles

📍 Località: Verrès
⛪ Caratteristica principale: Chiesa romanica con ulivi nei giardini, situata nel cuore del borgo
Tornando verso il centro di Verrès, il percorso conduce nuovamente alla Collegiata di Saint-Gilles, un importante esempio di architettura romanica valdostana. Questo edificio sacro, con la sua struttura austera e il campanile slanciato, rappresenta uno dei luoghi di culto più significativi della zona.
Nei giardini adiacenti alla chiesa crescono alcune piante di ulivo, un elemento insolito per la Valle d’Aosta, reso possibile dal particolare microclima favorevole della zona.
Dopo aver superato la collegiata, si prosegue lungo via delle Murasse, tornando sul versante nord della valle e continuando la pedalata in direzione di Champdepraz.comunicazione nella regione. La sua posizione elevata offre anche un punto panoramico eccezionale sulla valle.
17: La centrale idroelettrica di Champdepraz
📍 Località: Champdepraz
⚡ Caratteristica principale: Impianto idroelettrico che sfrutta il torrente Chalamy e i laghi naturali d’alta quota
Dopo aver oltrepassato la Cappella di Saint-Solutor a Issogne, il percorso segue il corso del torrente Chalamy, attraversando le frazioni di Favad e Mure, dove si trovano le vecchie cave di talco e marmo, ormai non più in uso.
All’incrocio con la Strada Regionale 6, si incontra la Centrale Idroelettrica di Champdepraz, un impianto che sfrutta la forza dell’acqua proveniente dalla vallata sovrastante. Il sistema idroelettrico si avvale di un’opera di presa situata a 1.178 metri di altitudine, alimentata da una serie di laghi naturali posti a circa 2.000 metri, che garantiscono un costante afflusso d’acqua al torrente Chalamy.
18: Frazione Borgo a Montjovet
📍 Località: Montjovet
🏘️ Caratteristica principale: Centro storico ricco di testimonianze medievali, uno dei comuni più estesi della Valle d’Aosta
Proseguendo lungo il percorso, si raggiunge Borgo, una delle frazioni principali di Montjovet, comune noto per la sua ampia estensione territoriale e per il suo importante passato medievale.
Montjovet si sviluppa lungo un antico asse viario che collegava la pianura padana con la Valle d’Aosta centrale. Questo ha reso il borgo un crocevia strategico fin dall’epoca romana e medievale, testimoniato dalla presenza di fortificazioni, chiese e abitazioni in pietra perfettamente integrate nel paesaggio.
19: La centrale idroelettrica di Montjovet

📍 Località: Montjovet
⚡ Caratteristica principale: Ultima centrale idroelettrica del percorso, parte del sistema energetico della Dora Baltea
L’ultima tappa dell’itinerario porta alla Centrale Idroelettrica di Montjovet, la diciannovesima e ultima centrale del percorso, segnando la meta finale della pedalata.
Questo impianto sfrutta le acque della Dora Baltea, continuando la tradizione della Valle
d’Aosta di utilizzare l’energia idroelettrica come principale fonte rinnovabile.
Integrata nel paesaggio circostante, la centrale di Montjovet rappresenta un perfetto connubio tra tecnologia e natura, con un impatto ambientale ridotto e una produzione efficiente di energia pulita.
Approfondimenti
Le centrali idroelettriche nella Bassa Valle D’Aosta
La Valle d’Aosta, incastonata tra le maestose Alpi, presenta una morfologia unica, caratterizzata da un fondovalle stretto e riserve d’acqua abbondanti provenienti dalla Dora Baltea e dai suoi affluenti di origine glaciale. Questa conformazione idrogeologica ha reso la regione un terreno ideale per lo sviluppo dell’energia idroelettrica, che ha profondamente influenzato la storia industriale e culturale della valle.
L’avventura dell’idroelettrico nella Bassa Valle d’Aosta inizia a fine Ottocento, quando la disponibilità di acqua e pendii scoscesi favorirono la nascita delle prime centrali. Tra il 1900 e il 1907 furono realizzate numerose strutture, come quelle di Pont-Saint-Martin e Verrès, spesso collegate a industrie locali che sfruttavano l’energia direttamente sul posto.
Un caso emblematico è la centrale di Verrès, costruita inizialmente per una società inglese e successivamente rilevata dalla milanese “Società Anonima Costruzioni Brambilla”. Questi impianti, progettati per alimentare grandi industrie, rappresentarono il primo passo verso un’economia moderna, con la Valle che divenne un fulcro di sviluppo industriale.
Le prime centrali utilizzavano salti d’acqua di modesta entità, con un impatto ambientale limitato. Con il tempo, però, si è passati a impianti più complessi. Tra il 1917 e il 1940, furono introdotti invasi e canali più sofisticati per garantire una maggiore potenza e regolarità nella produzione. Impianti come quelli di Pont-Saint-Martin sono testimonianze di questa evoluzione.
Nel dopoguerra, la crescente domanda di energia portò alla creazione di grandi bacini artificiali, come Beauregard in Valgrisenche e Place Moulin in Valpelline, capaci di garantire una produzione più costante, anche a fronte di un impatto ambientale significativo.
Le centrali idroelettriche non sono solo opere tecnologiche, ma veri e propri monumenti architettonici. Tre fasi principali caratterizzano il loro sviluppo:
- Stile industriale (1910-1920). Centrali come quella di Bard si distinguono per la robusta muratura in pietra o intonacata, alleggerita da aperture regolari. L’architettura richiama quella urbana dell’epoca.
- Influenze Liberty e razionalismo (1925-1930). Progetti più elaborati introducono ampie finestre ad arco e dettagli decorativi. Si osservano influenze liberty nella centrale di Pont-Saint-Martin; in questa centrale sono inoltre osservabili alcuni dettagli architettonici tipici della valle di Gressoney, quali le decorazioni in legno sul prospetto principale.
- Modernismo (anni ’30). Con il razionalismo, si affermano elementi come il vetrocemento, coperture piane e forme geometriche essenziali, visibili nella centrale di Bard.
Anche gli edifici residenziali per i tecnici rappresentano esempi di architettura moderna, come le case gemelle di Isollaz, caratterizzate da decorazioni che richiamano elementi tradizionali.
In Valle d’Aosta dighe, canali e centrali testimoniano il rapporto tra uomo e territorio, raccontando la storia economica e culturale della regione in cui natura, tecnica e architettura hanno dato vita a un sistema che tutt’oggi continua a produrre energia.
Gli olivi dell’Envers
Anche il versante nord, meno esposto al sole rispetto a quello sud, custodisce piccole realtà di coltivazione dell’olivo, in grado di sorprendere per qualità e resilienza.
Da incontri con alcuni olivicoltori locali è emerso che la coltivazione di queste piante anche all’envers è resa possibile da particolari condizioni. Ne sono un esempio gli oliveti situati a Viering, nel comune di Champdepraz, e a Hône.
Le piante di olivo di Viering si trovano in una posizione privilegiata: l’esposizione del terreno garantisce un’illuminazione adeguata anche nei mesi invernali, permettendo alle piante di prosperare. La cura delle piante avviene su terrazzamenti che seguono il profilo della montagna, un’eredità di pratiche agricole tradizionali che si sposano con le tecniche moderne. L’isolamento dell’oliveto ha inoltre contribuito a preservare le piante da alcune delle principali problematiche che affliggono l’olivicoltura, come la mosca dell’olivo. L’olio prodotto è il risultato di una raccolta manuale e di un’attenzione particolare a ogni fase del processo.
L’oliveto di Hône, invece, si distingue per la sua posizione in altura, che gli consente di beneficiare di un microclima particolare. L’ampiezza della valle e la costante ventilazione creano condizioni ideali per la crescita degli olivi, proteggendoli dai principali agenti patogeni. Qui la tradizione si intreccia con il cambiamento: in passato, il terreno ospitava vigneti, ma la scelta di piantare olivi è nata dall’esigenza di ridurre la complessità della gestione agricola, senza rinunciare alla qualità. Anche in questo caso, ogni raccolto è frutto di un lavoro manuale attento e rispettoso del ritmo naturale delle piante.
Questi oliveti, con la loro produzione limitata e curata, rappresentano una rarità in un territorio montano, offrendo un olio pregiato e profondamente legato alla terra da cui proviene. Essi sono il simbolo di una relazione equilibrata tra uomo e natura, un invito a scoprire un’agricoltura che valorizza la tradizione e la sostenibilità.

L’attività estrattiva a Issogne
Nel corso del Novecento, nel territorio di Issogne compreso tra le frazioni Fleuran, Favad e Mure, si installarono diverse imprese dedite all’attività estrattiva, in particolare di talco e marmo verde. Attualmente rimangono attive alcune cave.
La presenza storica delle cave in questa zona è da attribuirsi alle caratteristiche geologiche del versante. Quest’ultimo si distingue per la presenza di affioramenti rocciosi visibili lungo gli speroni, le pareti a strapiombo e le gole scavate dai torrenti. Le rocce appartengono alla “Falda Ofiolitica Piemontese”, una formazione geologica composta principalmente da serpentiniti e oficalciti. Comunemente conosciute come “pietre verdi”, rappresentano parti di crosta oceanica emerse a seguito della collisione tra Africa ed Europa. Da queste rocce si estrae il marmo verde, un materiale molto apprezzato per l’edilizia e la decorazione.
Gli amanti delle escursioni a piedi interessanti ad approfondire l’argomento possono percorrere il sentiero del marmo, che parte dalla chiesa di Saint-Solutor, situata in frazione Fleuran, e porta al piccolo alpeggio di Mont-Blanc a quota 973 metri. Lungo il sentiero sono visibili alcune tracce legate all’industria estrattiva, tra cui un compressore, una pala cingolata e altri strumenti da lavoro appena sotto il villaggio di Mont-Blanc.
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Forte di Bard, https://www.fortedibard.it/
Castello di Verrès, https://valledaostaheritage.com/chateau-de-verres/
Collegiata di Saint-Gilles a Verrès, https://www.collegiatasaintgilles.net/
Visit Issogne, https://www.visitissogne.it

