Per Borghi medievali, forti e oliveti (Hône-Bard-Arnad)
Mappa dell’itinerario
Statistiche dell’itinerario
| Lunghezza | 20km |
| Dislivello | 220m D+ |
| Durata | 2h |
| Stagioni | autunno, inverno, primavera |
| Mezzo | e-bike, gravel, mtb, city bike |
| Difficoltà | Media |
Panoramica dell’itinerario
Il percorso si snoda tra i comuni di Hône, Bard e Arnad, lungo strade secondarie, qualche breve tratto di facile sterrato e un breve tratto di strada statale. La prima parte del percorso prevede la salita (piuttosto impegnativa) al Forte di Bard, che può essere anche effettuata al ritorno (oppure evitata del tutto per i meno allenati). L’utilizzo di una e-bike facilita notevolmente la percorrenza dei tratti più impegnativi. L’itinerario si snoda tra i versanti a solatìo e a bacìo e offre splendidi scorci sull’imponente Forte di Bard, che si staglia imponente sulla sommità di una rocca all’imbocco della Valle. L’itinerario è percorribile tutto l’anno, ma le stagioni migliori per la gradevolezza delle temperature e la bellezza dei paesaggi sono la primavera e l’autunno. Il tempo medio di percorrenza è di circa due ore se non si effettuano pause: si consiglia però di organizzare la pedalata prevedendo soste ed eventuali deviazioni per poter visitare i diversi borghi. Per completare la giornata è vivamente consigliata anche una visita al Forte di Bard, importante fortificazione militare e oggi vivace polo culturale. Consigliata anche un’escursione, piuttosto semplice ma molto interessante e suggestiva, lungo il percorso degli orridi che risale il torrente Ayasse e permette di conoscere le caratteristiche geologiche della zona.
Per raggiungere Hône
Il comune di Hône è raggiungibile con l’autobus della linea “Pont-Saint-Martin-Aosta”, gestita dalla compagnia V.I.T.A., con corse effettuate ogni ora circa (è possibile consultare gli orari sul sito VITA Group). La fermata S.S. 26 a Bard è la più comoda per questo itinerario. In auto, arrivando da Torino, dal casello autostradale di Pont-Saint-Martin si segue a sinistra superando i comuni di Donnas e Bard. Arrivando da Aosta, l’uscita autostradale più comoda è quella di Verrès; dal casello si segue a destra in direzione Bard. È possibile parcheggiare presso la stazione ferroviaria di Hône.
Descrizione del percorso
L’itinerario prende il via dalla stazione ferroviaria di Hône e ci si dirige in direzione di Bard, attraversando il bel ponte pedonale sulla Dora Baltea. Attraversata la SS 26 ci si inoltra nel caratteristico borgo di origine medievale di Bard (1). Si segue la strada fino alla fine del borgo, dove parte la salita lungo la Promenade La Corniche che porta alla terrazza panoramica del Forte, da dove si può godere di una splendida vista sulla vallata della Dora Baltea. Si può decidere se effettuare o meno la salita alla terrazza: l’utilizzo di una e-bike rende più accessibile questo tratto di percorso. Si scende al borgo di Bard (2) e si ritorna verso Hône, attraversando nuovamente il ponte pedonale. Si prosegue dritto, per poi svoltare in via Cournou e addentrarsi nel grazioso centro storico del paese (3), dove si incontrano Palazzo Marelli, antica dimora feudale seicentesca del Conte Jean-Pierre Marelli, sovrintendente generale delle armi e munizioni di Casa Savoia, e la Chiesa parrocchiale di San Giorgio (4). Si svolta a sinistra in via Colliard e si segue il percorso della Via Francigena in direzione Echallod. Si pedala dapprima su facile sterrato pianeggiante, per poi continuare su una tranquilla e piacevole strada secondaria con dolci saliscendi. Dopo circa un chilometro si svolta a destra seguendo il segnavia 103 e si attraversa il ponte pedonale di Echallod (5), costruito tra il 1770 e il 1776. Si prosegue sempre lungo il percorso della Via Francigena, ora su sterrato, e si svolta a sinistra sulla SS 26 (è vivamente consigliato attraversare con bici a mano). Si pedala lungo la statale per circa 500 metri per poi svoltare a destra in frazione Pied de Ville. Si prosegue per altri 500 metri circa e si svolta a destra in frazione Costa, in direzione del Castello Vallaise (6). Questo tratto è più impegnativo poiché in salita, ma non è molto lungo. Raggiunto il castello si può effettuare una pausa ristoratrice e ammirare l’edificio dall’esterno (attualmente è chiuso al pubblico), storica residenza dell’omonima famiglia di Arnad. Da qui è possibile godere di un bellissimo panorama sull’abitato e, più in alto sul versante della montagna, i resti del castello superiore, una fortezza medievale risalente al XII secolo. Dal castello si prosegue in discesa verso il borgo medievale, che comprende la casa forte dell’Ohta: si consiglia vivamente di dedicare un po’ di tempo per gironzolare tra le sue caratteristiche vie (7). La pedalata continua nelle frazioni di Prouve, Sisan e Clos de Barme: in quest’ultima è presente un antico torchio vinario costruito nel 1804 e perfettamente recuperato. Si continua seguendo il percorso della Via Francigena in direzione di Verrès e qui, prestando un po’ di attenzione, si scorgono alcuni appezzamenti coltivati a olivi, sia su terrazzamenti sia nei terreni pianeggianti a lato della via (8). Il percorso di rientro si effettua seguendo le stesse vie fino alla frazione Arnad-Le-Vieux, dove si svolta a destra per ammirare la splendida Chiesa romanica dedicata a San Martino (9). Superata la parrocchiale, si svolta nuovamente a destra e ci si immette sulla SS26 tramite rotatoria. Si continua sulla statale per circa 550 metri per poi girare a destra seguendo le indicazioni per Echallod. Dopo aver attraversato la Dora Baltea, si svolta ancora a destra in direzione Hône e si pedala lungo la facile strada secondaria percorsa all’andata. Arrivati al cavalcavia dell’autostrada si può decidere di proseguire lungo lo stesso percorso di andata, seguendo la Via Francigena, oppure si può svolta a sinistra e pedalare lungo un facile e pianeggiante sterrato che costeggia la Dora, tornando infine nel centro di Hône e alla stazione ferroviaria.
Punti di interesse & Approfondimenti
1: Il borgo e il Forte di Bard

📍 Località: Bard
🏰 Caratteristica principale: Borgo fortificato con edifici storici e l’imponente Forte di Bard
L’itinerario inizia attraversando il ponte pedonale sulla Dora Baltea e, dopo la SS 26, si entra nel cuore del borgo medievale di Bard, uno dei meglio conservati della Valle d’Aosta. Questo piccolo villaggio fortificato si sviluppa lungo un’unica strada centrale, fiancheggiata da antiche caseforti e palazzi nobiliari risalenti al XV-XVIII secolo.
A dominare il borgo dall’alto è il maestoso Forte di Bard, una delle più imponenti strutture militari alpine. La fortezza, riedificata dai Savoia nel XIX secolo sulle rovine di un’antica fortificazione medievale, oggi ospita mostre, eventi culturali e il Museo delle Alpi.
Approfondimento “Il forte di Bard”
Sin dal Neolitico la Valle d’Aosta è stata terra di passaggio di mercanti, popoli, pellegrini, personalità illustri ed eserciti che hanno profondamente influenzato le vicende storiche, economiche e militari della regione. Il Forte di Bard rappresenta una preziosa testimonianza del sistema di controllo militare, politico e giurisdizionale. Sorge infatti in posizione strategica su un promontorio roccioso sulla sinistra orografica della Dora Baltea, in un punto in cui la valle si restringe a formare una gola, vincolando il transito ai piedi della rocca. Posizione dominante e percorso obbligato hanno reso il sito un punto chiave di osservazione e controllo fin dall’antichità: già all’inizio del VI secolo esisteva a Bard una guarnigione di 60 uomini posti a presidio del luogo (Cortelazzo, 2017). Durante il Medioevo i signori di Bard, una delle famiglie nobili più influenti della regione, costruirono una prima struttura difensiva sul promontorio, successivamente ampliata e rafforzata. Nel secolo XI la chiusa di Bard si trasforma da luogo di frontiera a punto di riscossione di pedaggio sulla direttrice del San Bernardo e il castello diventa il centro dell’ascesa della signoria feudale dei Bard, conti locali che accettano l’inquadramento sabaudo (Rivolin, 2002). Nel 1242, con Amedeo IV, il forte passa sotto il controllo diretto dei Savoia, che ampliano e rafforzano la struttura. Il forte assunse un ruolo chiave nelle difese sabaude, diventando un baluardo contro l’esercito francese nel 1704 e l’arrivo di Napoleone Bonaparte nel 1800. Quest’ultimo, riuscito a conquistare il forte con l’astuzia, ne ordinò la distruzione sistematica sia per il dispetto causato dalla resistenza di Bard sia per considerazioni di ordine politico e strategico. Nel 1830 Carlo Felice di Savoia decise di ricostruire il forte. I lavori si protrassero fino al 1838 e vennero diretti dall’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero, che la rese una delle fortezze più moderne e massicce dell’epoca (Devoti, 2018). Il nuovo forte era composto da una serie di edifici su diversi livelli, con tre principali corpi di difesa: l’Opera Ferdinando in basso, l’Opera Vittorio nella zona intermedia e l’Opera Carlo Alberto in posizione più elevata, corredata di una piazza interna. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il forte cade in declino, fino alla completa smilitarizzazione avvenuta nel 1975 (Minola 2012). Nel 1990 il forte diventa di proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta, che avvia un progetto di recupero edilizio e riconversione in polo culturale di rilievo. Il progetto ha previsto la realizzazione del Museo delle Alpi, inaugurato il 15 gennaio 2006. Il museo, sviluppato in 30 stanze, guida il visitatore nel racconto dei diversi temi legati alla montagna, articolati in quattro parti: il paesaggio alpino, la conoscenza delle Alpi tra natura e cultura, la civiltà alpina e la trasformazione verso la modernità (Giacobini, 2007).
2: Il geo-sito archeologico di Bard
📍 Località: Bard
🪨 Caratteristica principale: Antiche rocce incise e modellate dall’azione glaciale
Oltre al fascino storico del borgo, Bard ospita un importante geo-sito archeologico, situato nei pressi del Forte. Qui è possibile osservare rocce montonate, grandi superfici levigate dai ghiacciai preistorici, che conservano incisioni rupestri e segni antropici risalenti all’epoca protostorica
Questo sito rappresenta una testimonianza unica dei processi geomorfologici che hanno modellato la Valle d’Aosta nel corso di millenni e delle antiche civiltà che hanno abitato queste terre.
Approfondimento “Il geo-sito archeologico di Bard”
Il geo-sito archeologico si trova ai piedi della rocca di Bard e della maestosa fortezza, in una posizione particolarmente suggestiva. A sud scorre la Dora Baltea; a nord si trovano i resti della strada romana delle Gallie. Nel corso della storia, questo luogo ha ricoperto un ruolo strategico di grande rilievo, trovandosi all’imbocco della Valle d’Aosta. Il sito è di particolare importanza sia per la geologia sia per le testimonianze di arte rupestre. Si trovano rocce montonate, ovvero modellate e levigate dall’azione del ghiacciaio Balteo; le striature che si possono osservare sulle rocce restituiscono il senso di movimento del ghiacciaio. Su queste rocce, si trovano numerose incisioni rupestri: oltre a varie figure umane e coppelle, vi è rappresentata una barca ornitomorfa, segno noto anche nella tradizione dell’arte rupestre della Valtellina-Valcamonica (Daudry, 2003). Inoltre, queste rocce vennero considerate dalla tradizione popolare pietre della fertilità e usate come scivolo delle donne che, strisciando sui massi avrebbero assicurato la continuità delle progenie. Altra notevole testimonianza geologica sono le marmitte dei giganti, anch’esse il risultato delle antiche glaciazioni. Si formarono grazie all’azione delle acque di fusione superficiale: nella stagione calda, la parte superiore del ghiacciaio si scioglieva parzialmente, generando veri e propri ruscelli. Questi, incontrando un crepaccio, vi precipitavano a cascata, trasportando sabbia, ghiaia e ciottoli di roccia dura. Questi materiali, cadendo, scavavano profondamente la roccia più tenera del fondo, creando così queste cavità.
3: Il borgo storico di Hône


📍 Località: Hône
🏘️ Caratteristica principale: Affascinante centro storico con architettura tradizionale e dimore nobiliari
Dopo aver attraversato nuovamente il ponte pedonale sulla Dora Baltea, il percorso prosegue verso il borgo storico di Hône, un piccolo centro caratterizzato da un’atmosfera autentica e ben conservata. Via Cournou conduce nel cuore del paese, dove si possono ammirare vicoli acciottolati, case in pietra e dettagli architettonici tipici della tradizione valdostana.
Uno degli edifici più importanti è Palazzo Marelli, un’antica dimora feudale risalente al XVII secolo. Questa residenza appartenne al Conte Jean-Pierre Marelli, figura di spicco dell’epoca e sovrintendente generale delle armi e munizioni di Casa Savoia. Il palazzo, con la sua struttura imponente e le sue decorazioni d’epoca, è una delle testimonianze più significative della storia locale.
4: La chiesa di San Giorgio a Hône

📍 Località: Hône
⛪ Caratteristica principale: Chiesa parrocchiale con elementi architettonici e artistici di grande valore
Nel cuore del centro storico di Hône, si trova la Chiesa parrocchiale di San Giorgio, un edificio religioso di grande importanza per la comunità locale. La chiesa, con la sua facciata sobria e il suo campanile slanciato, si inserisce perfettamente nel contesto del borgo.
L’interno della chiesa conserva pregevoli opere artistiche, tra cui affreschi, sculture lignee e decorazioni sacre, che raccontano la storia spirituale del paese. L’edificio è dedicato a San Giorgio, il santo guerriero spesso raffigurato nell’atto di uccidere il drago, simbolo del trionfo del bene sul male.
Approfondimento “Palazzo Marelli e la chiesa parrocchiale di San Giorgio a Hône”
Situato all’imbocco della valle di Champorcher, il borgo storico di Hône è dominato dalla chiesa di San Giorgio. Il primo documento storico che attesta l’esistenza nel comune di un edificio identificato come ecclesia e direttamente dipendente dal vescovo è una bolla papale datata 1176 (Simonotti, 1998). Nel 2011 è stata condotta una campagna di scavo che ha permesso di identificare quattro diverse fasi edilizie: la prima risale al periodo altomedievale e riguarda la struttura dell’abside, con due strutture sovrapposte legate alla necessità di adattare il terreno roccioso in pendenza;la seconda riguarda le strutture pertinenti all’abside e le murature perimetrali della chiesa; nella terza, risalente al XVIII secolo, l’abside della viene incorporata in tre strutture murarie a forma di U, formando un’abside poligonale; infine la quarta concerne la navata centrale dell’edificio settecentesco, occupata principalmente da sepolture (Sartorio et al., 2016). Poco distante dalla chiesa di San Giorgio sorge palazzo Marelli (Lou Palah, in patois), dimora del Conte Jean-Pierre Marelli costruita nel 1689.
Il conte era sovrintendente generale delle armi e. Munizioni di Casa Savoia e pochi anni prima aveva ricevuto in feudo il territorio di Hône. Il palazzo, concepito come dimora signorile, si caratterizzava per la presenza di giardini e orti interni; tuttavia fu adibito a cascina e già all’inizio del XVIII secolo l’edificio presentava evidenti segni di deterioramento nella struttura. A metà del secolo successivo, l’allora sindaco di Hône, Giovanni Antonio Colliard, acquistò il palazzo. Attualmente, l’edificio si confonde con le abitazioni circostanti a causa di pesanti trasformazioni avvenute nel corso degli ultimi decenni (Zanotto, 1980; Charles e Martinet, 1995).
5: Il ponte di Echallod

📍 Località: Hône
🌉 Caratteristica principale: Storico ponte in pietra del XVIII secolo lungo la Via Francigena
Proseguendo lungo la Via Francigena, il percorso attraversa un tratto di sterrato pianeggiante e, successivamente, una tranquilla strada secondaria con dolci saliscendi. Dopo circa un chilometro, si svolta a destra seguendo il segnavia 103, giungendo al Ponte Pedonale di Echallod, una struttura storica costruita tra il 1770 e il 1776.
Questo antico ponte in pietra, che permette di attraversare il torrente Ayasse, è un perfetto esempio dell’ingegneria tradizionale valdostana. Il ponte era un passaggio fondamentale lungo la Via Francigena, il celebre itinerario che collegava Canterbury a Roma, e ancora oggi conserva il suo fascino storico.
Approfondimento “Il ponte di Echallod”
Tra i più pittoreschi della regione, il ponte di Echallod è una struttura pedonale in pietra che collega Arnad alla frazionedi Echallod. Fu costruito tra il 1770 e il 1776 e il territorio su cui sorge ricadeva, fino alla fine del XVIII secolo, sotto la giurisdizione dei Signori di Vallaise. Prima di tale data, secondo alcune fonti storiche, esisteva già un ponte in legno su piloni in pietra che attraversava il corso della Dora Baltea e che fu bruciato nel corso delle guerre contro i francesi prima del 1691. La decisione di costruire un ponte in muratura fu presa dopo l’alluvione del 1755; tuttavia, l’atto di costruzione fu redatto soltanto tre anni dopo l’inondazione, nel 1758 (Zanolli, 1996). Il ponte è in stile romanico a tripla arcata a dorso d’asino ed è stato recentemente restaurato a seguito dell’alluvione del 2000. Attualmente, il ponte fa parte dell’itinerario escursionistico Cammino Balteo (tappa 22 da Verrès a Pontboset).
6: Castello Vallaise

📍 Località: Arnad
🏰 Caratteristica principale: Storica residenza nobiliare della famiglia Vallaise con vista panoramica
Questa storica residenza, appartenuta all’omonima famiglia nobiliare di Arnad, è un notevole esempio di architettura signorile valdostana. Costruito tra il XVII e il XVIII secolo, il castello presenta una struttura elegante con decorazioni barocche e affreschi interni, che purtroppo non sono visitabili poiché l’edificio è attualmente chiuso al pubblico.
Tuttavia, il sito è perfetto per una pausa ristoratrice, grazie al panorama spettacolare che offre sulla valle e sul borgo sottostante.
Dal castello è inoltre possibile scorgere, più in alto sul versante della montagna, i resti del castello superiore, una fortezza medievale risalente al XII secolo, testimone della lunga storia difensiva della regione.
Approfondimento “Château Vallaise”
I Vallaise compaiono per la prima volta nelle fonti valdostane ed eporediesi alla fine del XII secolo. Il nucleo storico del loro potere, concesso dal conte di Savoia, si concentrava nella bassa valle della Dora Baltea, in particolare nelle signorie di Issime, Perloz, Lillianes, Fontainemore e Arnad. La famiglia vantava inoltre diritti su alcuni territori dell’eporediese, per concessione imperiale. Il principale centro giurisdizionale dei Vallaise era Arnad, dove possedevano un castello, posto all’imbocco del vallone di Machaby, e la torre di Ville, edificata a ovest dell’abitato. Nel XVII secolo venne edificata la casa forte della Costa a seguito dell’abbandono del castello, collegata con la vicina casa forte della Costetta; questo edificio oggi è noto come castello Vallaise (Corniolo, 2021). Nel 1852, a seguito della morte di Rosalia di Vallaise, la famiglia si estinse e il castello fu venduto al commerciante torinese Giacobini. Nel 1926 la famiglia Bernardi acquistò la dimora, per poi venderla alla Regione nel 2010. Di particolare interesse è il ciclo pittorico all’interno del castello, voluto dal barone Félix-Charles- François Vallaise-Romagnano, dipinto tra il 1660 e il 1670 e realizzato per celebrare la dinastia. Spicca inoltre il ciclo pittorico nella galleria al primo piano del castello dedicato all’epopea femminile, in cui compaiono alcune eroine di varie epoche storiche (Barberi, 2015)
7: Il borgo medievale e la casaforte di Ville
📍 Località: Arnad
🏘️ Caratteristica principale: Antico borgo con architettura medievale e caseforte storica
Dal Castello Vallaise, il percorso prosegue in discesa verso il suggestivo borgo medievale di Arnad, caratterizzato da vicoli in pietra, architetture storiche e scorci pittoreschi. Uno degli edifici più rappresentativi è la Casa Forte dell’Ohta, una struttura difensiva che testimonia l’importanza strategica del borgo nel Medioevo.
Passeggiare per le vie di Arnad è un’esperienza da non perdere, poiché il borgo conserva elementi architettonici originali e un’atmosfera autentica che racconta secoli di storia.
8: Oliveti

📍 Località: Tra Arnad e Verrès
🌿 Caratteristica principale: Appezzamenti di ulivi coltivati su terrazzamenti e terreni pianeggianti
Proseguendo lungo il percorso della Via Francigena in direzione di Verrès, si possono scorgere uliveti che si estendono sia su terrazzamenti storici sia su terreni pianeggianti a lato della via.
Questa presenza di ulivi a un’altitudine insolita per la coltivazione di questa pianta è una testimonianza della particolare esposizione climatica favorevole di quest’area della Valle d’Aosta.
Gli uliveti rappresentano un’importante eredità agricola e culturale, poiché la coltivazione dell’olivo nella regione risale a secoli fa. Grazie agli sforzi di recupero agricolo, queste piante continuano a essere curate e coltivate, contribuendo alla valorizzazione del territorio.
9: La chiesa parrocchiale di San Martino

📍 Località: Arnad-Le-Vieux
⛪ Caratteristica principale: Chiesa romanica risalente all’XI secolo con affreschi medievali
Nel percorso di rientro, una deviazione imperdibile porta alla Chiesa di San Martino, un magnifico esempio di architettura romanica valdostana, situata nella frazione di Arnad-Le-Vieux.
Questo edificio sacro, risalente all’XI secolo, è uno dei meglio conservati della Valle d’Aosta ed è noto per la sua struttura austera e la sua atmosfera carica di spiritualità.
L’esterno della chiesa si distingue per le sue pietre scolpite e per il campanile slanciato, mentre l’interno custodisce affreschi medievali di grande valore artistico e storico. Le decorazioni pittoriche, alcune delle quali risalenti al XIII secolo, rappresentano scene bibliche e santi, offrendo uno straordinario spaccato della fede e dell’arte medievale.
Bibliografia
Barberi S. (a cura di) (2015), Prime indagini sui dipinti murali di Château Vallaise ad Arnad, Aosta,Soprintendenza per i cani e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
Charles T., Martinet R. (1995), Hône e il suo passato. Cronologia, leggende e testimonianze di vita comunitaria locale, Aosta, Tipografia valdostana.
Corniolo E. (2021), Vallaise, in Del Tredici F. (a cura di), La signoria rurale nell’Italia del tardo medioevo. 5. Censimento e quadri regionali, Roma, Universitalia, pp. 101-106.
Cortelazzo M. (2017), Metamorfosi di un paesaggio alpino: l’incaastellamento valdostano tra X e XIII secolo, Bullettin d’études préhistoriques et archéologiques Alpines, XXVIII, Aosta, pp. 181-220.
Daudry D. (2003), Le incisioni rupestri valdostane, il punto della situazione, Bullettin d’études préhistoriques et archéologiques Alpines, XIV, Aosta, pp. 315-340.
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Minola M. (2012), Fortezze del Piemonte e Valle d’Aosta, San’Ambrogio di Torino, Susalibri.
Rivolin J. (2002), Uomini e terre in una signoria alpina: la castellania di Bard nel Duecento, Aosta, Tipografia valdostana.
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Sartorio G., Sergi A., Zidda C., Joris C. (2012), All’ombra del Forte: sette anni di indagini nella chiesa di San Giorgio a Hône, Bollettino Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali, n. 9, Aosta, pp. 61-85.
Simonotti M. (1998), La chiesa e la parrocchia di Hône: note storiche, Aosta, Tipografia valdostana.
Société Valdôtaine de Préhistoire et d’Archéologie, http://www.archeosvapa.eu/croci-cristiane-rupestri/
Zanolli O. (1996), Le pont d’Echallod : en glanant dans nos archives, Le flambeau : bulletin du Comité des traditions valdôtaines, a. 44, fasc. 4, pp. 39-68.
Zanotto A. (1980), Castelli valdostani, Quart, Musumeci.
ArcheoParc – Geosito Archeologico: https://www.comune.bard.ao.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/archeoparc-geosito-archeologico-30159-1-8ad4843233f37fcf4cb3d0aaa9db7bb6
Forte di Bard: https://www.fortedibard.it/
Percorso e-bike alla terrazza panoramica del Forte di Bard: https://www.fortedibard.it/un-percorso-per-e-bike-e-una-nuova-terrazza-panoramica-al-forte/

