Dalle terre degli Challand alle porte del Parco del Mont Avic: in bici tra Verrès, Issogne e Champdepraz
Mappa dell’itinerario
Statistiche dell’itinerario
| Lunghezza | 16km |
| Dislivello | 200m D+ |
| Durata | 1h 30m |
| Stagioni | autunno, inverno, primavera |
| Mezzo | e-bike, gravel, mtb, city bike |
| Difficoltà | facile |
Panoramica dell’itinerario
Il percorso ad anello si svolge tra i comuni di Verrès, Issogne e Champdepraz. L’itinerario è percorribile tutto l’anno, ma le stagioni migliori per la gradevolezza delle temperature e la bellezza dei paesaggi sono la primavera e l’autunno. Si sconsigliano i mesi più freddi, poiché parte dell’itinerario si snoda sul versante nord e risulta quindi meno gradevole a causa delle poche ore di sole e le basse temperature. Si segnala inoltre che nel mese di agosto si svolge il festival medievale Medioevo nella terra degli Challant, organizzato dai comuni di Issogne, Verrès e Challand-Saint-Victor, durante il quale vengono organizzati esibizioni di gruppi medievali, spettacoli di giocoleria e falconeria, e rievocazioni di mercatini e mestieri antichi.
Il tempo medio di percorrenza è di circa un’ora e trenta minuti, ma è consigliabile effettuare alcune pause e piccole deviazioni per visitare alcune delle principali attrazioni, quali i castelli di Verrès e Issogne e la Collegiata di Saint-Gilles a Verrès.
L’utilizzo di una e-bike può agevolare la percorrenza del tratto in salita che dal centro storico di Verrès conduce al castello.
Per raggiungere Verrès
Il comune di Verrès è comodamente raggiungibile in treno con la linea ferroviaria Torino-Aosta (momentaneamente sospesa fino al 2026 per lavori di ammodernamento).
È inoltre raggiungibile tramite gli autobus della linea “Pont-Saint-Martin-Aosta”, gestita dalla compagnia V.I.T.A., con corse effettuate ogni ora circa (è possibile consultare gli orari sul sito VITA Group). La fermata Verrès – Autostazione è la più comoda per questo itinerario.
In auto, arrivando sia da Torino sia da Aosta, uscire al casello autostradale di Verrès. È possibile parcheggiare presso la stazione ferroviaria di Verrès.
Descrizione del percorso
L’itinerario prende il via dalla stazione ferroviaria di Verrès. Lasciata quest’ultima, si imbocca sulla destra rue des Alpes; dopo circa 350 metri, all’incrocio, si svolta a destra in direzione di Issogne. In prossimità del ponte sulla Dora Baltea che collega Verrès e Issogne, sulla sinistra si incontra la Cappella del Saint Sudaire, posizionata lungo l’itinerario escursionistico del Cammino Balteo. Questa piccola cappella fu eretta intorno al 1560 per volere del conte Renato di Challant, custode della Santa Sindone in qualità di luogotenente dei Savoia a Chambéry (1). Lasciata la chiesetta, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Arnad e, alla curva, si svolta a destra in frazione Le Magaret e si prosegue fino alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta (2). Lungo questo tratto è possibile pedalare lungo stradine tranquille, meno percorse dalle auto, e apprezzare il paesaggio agricolo, con vitigni, orti e alcuni piccoli frutteti. Dalla piazza su cui sorge la chiesa si prosegue in discesa fino al castello di Issogne: dall’aspetto esterno austero e sobrio, l’edificio custodisce splendidi capolavori e raffinate decorazioni meritevoli di una visita.
Da qui si prosegue in leggera salita in frazione Le Mariette, da dove è possibile godere di una bella vista del castello e del bel giardino all’italiana su cui si affaccia (3). Superato l’abitato, si attraversa il piccolo ponte sul torrente Boccoueil seguendo le indicazioni del percorso ciclabile e pedalando sempre dritto attraversando frazione Fleuran. Qui si possono ammirare alcuni vigneti coltivati a pergola, che in autunno regalano splendide tonalità rosso-arancio, e godere di un bel panorama sulle montagne circostanti e il comune di Verrès, sull’altro versante. Dopo circa 600 metri, al bivio, si prende la via a destra per poi svoltare subito a sinistra e continuare in discesa fino alla strada secondaria che costeggia la Dora Baltea. La pedalata continua in direzione Champdepraz, con una breve sosta alla Chiesa di Saint-Solutor (4), risalente al XII secolo. Non visitabile all’interno, si possono tuttavia osservare sulla facciata esterna interessanti affreschi raffiguranti San Cristoforo, San Francesco d’Assisi e la Vergine sul trono con il Bambino, attribuiti allo stesso pittore della chiesa di San Martino di Arnad e datati 1427.
Lasciata la graziosa chiesa alle spalle, si prosegue lungo la strada comunale Issogne-Champdepraz. Superata frazione Fava, al bivio si continua a sinistra, seguendo le indicazioni della Via Francigena per Champdepraz. Nei pressi di un capannone industriale si prosegue sulla destra e si attraversa il torrente Chalamy, per poi continuare in leggera salita fino all’incrocio con la Strada Regionale 6. Seguendo le indicazioni per La Fabrique, si svolta a destra e si pedala in leggera discesa lungo la Strada Regionale per circa 450 metri fino a una stretta curva a gomito, dove sulla sinistra si trovano l’ufficio postale e la sede del Parco Naturale Mont Avic (5). Si lascia la Strada Regionale 6 e si imbocca la via sulla sinistra in direzione di frazione Les Sales (occorre fermarsi e prestare attenzione prima di svoltare). Oltrepassato il parcheggio inizia una piacevole discesa e si prende la strada sulla destra, continuando sempre in discesa. All’incrocio, si svolta a destra in direzione di frazione La Fabrique.
Di ritorno sulla Strada Regionale 6, la si percorre per alcune decine di metri, per poi svoltare a sinistra e percorrere una piacevole e tranquilla stradina tra le abitazioni di Champdepraz che conduce fino alla ferrovia e la costeggia. Si ritorna per un’ultima volta sulla Strada Regionale 6 e alla rotonda si continua in direzione della statale, per poi girare a destra appena prima del cavalcavia. Pedalando in direzione di Issogne, si attraversa la zona industriale e si continua seguendo il corso della Dora Baltea fino al ponte sul torrente Chalamy. Da qui si ripercorre un tratto di strada dell’andata per poi attraversare il ponte sulla Dora seguendo le indicazioni del percorso ciclabile che conduce a Verrès. Si continua sempre dritto su via delle Murasse, superando la ferrovia e l’autostrada, fino all’incrocio con via Circonvallazione. La si attraversa e si continua per il centro di Verrès lungo via Giardini. Alla rotonda si prende la terza uscita imboccando via Jean Baptiste Barrel. Alla fine della via, si svolta a destra ritrovandosi nel centro di Verrès. Qui è possibile fare una piccola deviazione del percorso per raggiungere la Collegiata di Saint-Gilles (7) con alcune piante di olivo e, poco oltre lungo la strada che sale a Challant-Saint-Victor, l’Arboretum “Borna di Laou” (6), da dove si possono godere di splendidi scorci panoramici su Verrès e il suo castello.
Si prosegue seguendo le indicazioni per il castello, dapprima lungo via Caduti della Libertà e poi lungo via Duca D’Aosta. Se si dispone di tempo, si consiglia di visitare il borgo storico di Verrès (8), ricco di suggestivi vicoli e alcuni monumenti storici di pregio, come la chiesa di Sant’Egidio, la cappella della Madonna delle Grazie, la più antica di Verrès, o l’edificio di La Maison La Tour, caratterizzato da una torre a base circolare e decorata con affreschi.
Da piazzale Europa inizia la salita, piuttosto impegnativa, al castello di Verrès (9), ripagata però da una bellissima vista. In alternativa, si può lasciare la bicicletta nel centro storico e percorrere a piedi una scalinata che dalla piazza centrale Émile Chanoux conduce al castello in circa 15 minuti. Anche per questo castello, si consiglia una visita per apprezzarne appieno caratteristiche architettoniche e storia.
Dal castello, si scende lungo la stessa via di andata per poi ritornare su via Duca D’Aosta. Si svolta in via Stazione e si arriva alla stazione ferroviaria, chiudendo così l’itinerario.
Punti di interesse & Approfondimenti
1: La cappella del Saint Sudaire a Issogne
📍 Località: Verrès, lungo il Cammino Balteo
⛪ Caratteristica principale: Cappella cinquecentesca legata alla storia della Santa Sindone
L’itinerario inizia dalla stazione ferroviaria di Verrès e si snoda lungo rue des Alpes, per poi dirigersi verso Issogne. Nei pressi del ponte sulla Dora Baltea, sulla sinistra si incontra la Cappella del Saint Sudaire, un piccolo edificio sacro di grande valore storico e simbolico, situato lungo il Cammino Balteo, un percorso escursionistico che attraversa la Valle d’Aosta.
La cappella fu eretta intorno al 1560 per volere del conte Renato di Challant, figura di rilievo dell’epoca e custode della Santa Sindone in qualità di luogotenente dei Savoia a Chambéry. L’edificio, pur nella sua semplicità, rappresenta un’importante testimonianza della devozione religiosa e del legame tra la dinastia Challant e la Sindone.
2: La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta a Issogne

📍 Località: Issogne
⛪ Caratteristica principale: Chiesa storica immersa in un paesaggio agricolo con vigneti e frutteti
Dopo aver lasciato la Cappella del Saint Sudaire, il percorso svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Arnad e poi a destra verso frazione Le Magaret, attraversando un suggestivo paesaggio rurale con vitigni, orti e piccoli frutteti. Lungo queste tranquille stradine, meno trafficate, si giunge alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, situata in una piazza panoramica nel cuore di Issogne.
La chiesa è un importante punto di riferimento per la comunità locale e conserva elementi architettonici di pregio. La sua posizione elevata offre una vista suggestiva sul territorio circostante, rendendo questa tappa perfetta per una breve pausa prima di proseguire.
3: Il castello di Issogne


📍 Località: Issogne
🏰 Caratteristica principale: Residenza signorile rinascimentale con affreschi e arredi d’epoca
Il Castello di Issogne è una delle più affascinanti residenze nobiliari della Valle d’Aosta, noto per il suo aspetto sobrio e austero all’esterno, che cela interni straordinariamente decorati. A differenza di altre fortificazioni valdostane, questo castello non aveva una funzione difensiva, ma era una lussuosa dimora signorile, voluta dalla potente famiglia Challant.
All’interno, il castello conserva affreschi di grande valore, arredi originali e dettagli architettonici che raccontano la vita aristocratica tra il XV e il XVI secolo. Uno degli elementi più iconici è il portico affrescato, decorato con le celebri “lunette di Issogne”, dipinti che raffigurano scene di vita quotidiana, tra mercanti, artigiani e nobili dell’epoca.
Il castello si affaccia su un giardino all’italiana, visibile anche dalla frazione Le Mariette, che offre un’ulteriore prospettiva sulla bellezza dell’edificio e del paesaggio circostante.
Approfondimento “Il castello di Issogne”
Il Castello di Issogne è una raffinata dimora storica dalla storia antica. Le prime testimonianze della sua fortificazione risalgono a una bolla papale del 1151 che attesta la presenza in Issogne di un dominio del vescovo di Aosta. Tuttavia, le origini del sito risalgono all’epoca romana, con resti di un edificio del I secolo a.C. visibili nelle attuali cantine.
Nel XIV secolo, il castello passa dalla Chiesa alla famiglia Challant. Ibleto di Challant trasforma l’antico edificio, severamente danneggiato a causa di un incendio, in una dimora in stile gotico cortese, con torri e corpi di fabbrica di forme e dimensioni differenti e delimitata da una cinta muraria. Tra il 1400 e il 1500, il priore Giorgio di Challant trasforma il castello in una elegante residenza signorile, completa di arredi, decorazioni e stoffe di pregio.
Tra il XVII e il XVIII secolo, il castello attraversa un periodo di contese ereditarie e successivo declino, culminato con la dispersione degli arredi e la perdita dei diritti signorili. Nel 1872, il castello viene messo all’asta e acquistato dal pittore e archeologo torinese Vittorio Avondo, che lo restaura e ne ripristina gli interni con arredi originali e copie appositamente commissionate. Nel 1907, Avondo dona il castello allo Stato italiano, che ne diventa proprietario alla sua morte nel 1910.
Oggi, il Castello di Issogne è un bene regionale della Valle d’Aosta. Gli interventi del 1996-1998 hanno restituito gli interni al loro aspetto ottocentesco, ricostruiti sulla base delle foto d’epoca e degli inventari redatti da Vittorio Avondo nel 1907 e nel 1911.
Di particolare interesse si segnalano gli affreschi del porticato che rappresentano scene di vita quotidiana, la cappella finemente decorata, la camera di Giorgio di Challant con il soffitto a cassettoni decorato con croci mauriziane, la sala del Re di Francia con il baldacchino originale che riporta gli stemmi degli Challant di Aymavilles, e la sala della Giustizia, il principale ambiente di rappresentanza.
4: La Chiesa di Saint-Solutor in frazione Fleuran a Issogne

📍 Località: Champdepraz
⛪ Caratteristica principale: Chiesa romanica del XII secolo con affreschi quattrocenteschi sulla facciata
Dopo aver attraversato il ponte sul torrente Boccoueil e pedalato attraverso frazione Fleuran, il percorso prosegue lungo un tratto panoramico tra vigneti coltivati a pergola, che in autunno si tingono di splendide tonalità rosso-arancio. Dopo circa 600 metri, si svolta a destra e poi subito a sinistra, continuando in discesa fino a costeggiare la Dora Baltea.
Raggiunto Champdepraz, si effettua una breve sosta alla Chiesa di Saint-Solutor, un edificio di origine romanica risalente al XII secolo. Sebbene la chiesa non sia visitabile all’interno, sulla facciata esterna si possono ammirare affreschi di notevole valore storico e artistico.
Questi dipinti, realizzati nel 1427, raffigurano San Cristoforo, San Francesco d’Assisi e la Vergine sul trono con il Bambino. Gli affreschi sono attribuiti allo stesso artista che lavorò alla decorazione della Chiesa di San Martino di Arnad, offrendo un’interessante connessione tra i siti storici della zona.
5: Parco Naturale Mont Avic (sede del Parco)
📍 Località: Champdepraz
🌿 Caratteristica principale: Punto informativo e centro visitatori del primo parco naturale valdostano
Lasciata alle spalle la Chiesa di Saint-Solutor, il percorso prosegue lungo la strada comunale Issogne-Champdepraz, attraversando frazione Fava e seguendo le indicazioni della Via Francigena. Dopo aver superato un capannone industriale e attraversato il torrente Chalamy, si affronta un tratto in leggera salita, fino a incrociare la Strada Regionale 6.
Seguendo le indicazioni per La Fabrique, si svolta a destra e si pedala in leggera discesa per circa 450 metri fino a una stretta curva a gomito, dove sulla sinistra si trovano l’ufficio postale e la sede del Parco Naturale Mont Avic.
Questa struttura funge da centro informativo per chi desidera esplorare il Parco Naturale Mont Avic, il primo parco naturale istituito in Valle d’Aosta. Qui è possibile ottenere mappe, informazioni sui sentieri e sulle peculiarità floristiche e faunistiche dell’area protetta, oltre a scoprire la storia della sua istituzione e l’importanza della sua biodiversità.
Approfondimento “Il parco naturale del Mont Avic”
Istituito nel 1989, è, per estensione, il secondo parco naturale della Regione dopo il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Si estende tra il vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher e, nel 2003, è stato ampliato includendo la parte alta della Val Clavalité, nel comune di Fénis. Attualmente, l’area protetta è di circa 7.300 ettari, da 1.000 metri fino ai 3.185 metri della vetta del Mont Glacier.
Il Parco si caratterizza per una straordinaria varietà geologica, ambientale e paesaggistica. Qui affiorano rocce ofiolitiche e calcescisti, residui di un antico oceano, che modellano un paesaggio ricco di laghi glaciali, morene e vallate profondamente incise. La Val Chalamy si distingue per pendii ripidi e un’erosione evidente, mentre la Valle di Champorcher offre rilievi più dolci e terrazzati. Il Parco è famoso anche per le sue mineralizzazioni storiche, come le miniere di magnetite del Lago Gelato e di rame a Hérin, e per la presenza di minerali rari come granato e vesuvianite.
Tra gli ambienti naturali, il Parco annovera la presenza della più estesa foresta di pino uncinato delle Alpi italiane, ufficialmente classificata fra i “boschi da seme” di interesse nazionale, così come di ampie faggete, assenti in tutta la medio-alta Valle d’Aosta. Vi è inoltre la presenza di numerose torbiere, che ospitano un grande numero di specie vegetali e animali rare o del tutto assenti in altre zone della Valle d’Aosta.
Nel 2021, l’Ente ha istituito la Certificazione di Qualità del Parco Naturale Mont Avic, assegnata agli operatori attivi nei settori dell’ospitalità alberghiera ed extra-alberghiera, della ristorazione, dei servizi turistici, dell’artigianato, del settore agroalimentare e del commercio locale. Questo marchio identifica coloro che scelgono di seguire un percorso improntato alla qualità e alla tutela dell’ambiente, assicurando ai consumatori beni e servizi legati al territorio del Parco o alle aree limitrofe. Gli operatori certificati si distinguono per la sostenibilità delle loro attività e per un’accoglienza che valorizza l’ambiente e il rispetto delle tradizioni locali.
6: L’Aboretum “Bourna di Laou” La Collegiata di Saint-Gilles a Verrès
📍 Località: Verrès, lungo la strada per Challand-Saint-Victor
🌿 Caratteristica principale: Area naturale con vista panoramica su Verrès e il suo castello
Dopo aver attraversato il ponte sulla Dora Baltea e seguito il percorso ciclabile che conduce a Verrès, è possibile effettuare una deviazione lungo la strada che sale verso Challand-Saint-Victor per raggiungere l’Arboretum “Borna di Laou”.
Questa area verde, situata in una posizione panoramica, è un luogo perfetto per una sosta rigenerante e per ammirare splendide vedute su Verrès e il suo castello. L’arboretum ospita una varietà di specie arboree tipiche della flora alpina e subalpina, offrendo un interessante spunto per gli appassionati di botanica e di natura.
Approfondimento “Gli olivi a Verrès nella storia”
A Verrès si può far risalire parte della storia dell’olivicoltura in Valle d’Aosta. Sebbene molto scarse, si trovano tuttavia dei riferimenti storici relativi alla presenza di piante di olivo nel XVIII secolo nel territorio comunale.
Nel registre journalier del convento di Saint-Gilles si trovano infatti due note. La prima è del novembre 1775, in cui il reverendo Bens registrò una raccolta di olive che garantì un quantitativo di olio sufficiente a coprire una dozzina di colazioni nel marzo successivo. La seconda risale all’autunno del 1779, quando fu annotata un’ulteriore raccolta di olive e la relativa produzione di olio.
Nel testo Les dix siècles de la prévoté de Saint-Gilles de Verrès, scritto nel 1912 da un canonico del convento di Verrès, parlando del clima mite della zona, si cita la presenza di olivi, spiegando che non solo sono alberi che fruttificano, ma che se ne potrebbe ricavare dell’olio, come si faceva in passato al convento:
“Le climat de Verrès est très sain ; en été le vent du sud au nord est périodique depuis les neuf heures du matin jusqu’à sept heures du soir. L’hiver est très doux, sans vent et souvent même sans neige. Il suffit de dire que les oliviers portent des fruits, dont on pourrait faire de l’huile, comme on le fit au Couvent dans le siècle passé” (Anonimo, 1912, p. 7).
Inoltre, a Verrès si trova un olivo secolare dell’età stimata di 203 anni, catalogato nel Registro degli Alberi Monumentali Italiani, un’organizzazione di volontariato che promuove la conoscenza degli alberi monumentali e la loro tutela.
Attualmente, secondo i dati forniti dall’Associazione Valdostana Olivicoltori, a Verrès si trovano circa 30 piante di olivo (censimento con dati aggiornati a settembre 2024).
7: La Collegiata di Saint-Gilles a Verrès

📍 Località: Verrès
⛪ Caratteristica principale: Chiesa medievale con ulivi secolari e importante eredità storica
Uno degli edifici religiosi più significativi della zona.
Questa chiesa, dedicata a San Gilles (Sant’Egidio), ha origini medievali ed è strettamente legata alla storia del territorio. Accanto all’edificio si trovano alcune piante di ulivo, un dettaglio insolito per la Valle d’Aosta, che testimonia il microclima favorevole della zona.
L’interno della collegiata conserva elementi architettonici romanici e gotici, mentre la sua posizione nel centro storico di Verrès ne fa un punto di riferimento per la comunità locale.
Approfondimento “La Collegiata di Saint-Gilles a Verrès”
La fondazione del monastero viene tradizionalmente collocata nel X secolo, ma la prima menzione del Priorato di Sant’Egidio è in una Charta Augustana del 1050. Tale documento riporta la cessione di due appezzamenti di terreno da parte di Guglielmo di Montjovet ai canonici di Saint-Gilles.
Nel 1139, papa Innocenzo II impose la Regola di Sant’Agostino a tutti i canonici regolari; la norma venne applicata anche dai canonici di Verrès sul finire del XII secolo. Nel Medioevo, la canonica acquisì una crescente importanza, inglobando priorati, parrocchie, chiese e ospedali, e poté godere del favore e della protezione sia dei Savoia sia della nobiltà valdostana, in particolare della famiglia Challant.
Proprio quest’ultima famiglia acquisì il controllo della canonica nel XV secolo, che mantenne ben saldo fino al 1648, quando il vescovo di Aosta introdusse i Canonici Regolari della Congregazione del Salvatore. Dopo alterne vicende, la famiglia Challant perse definitivamente i diritti sul priorato nel 1772. Il convento fu soppresso dai francesi nel 1802, ma riabilitato nel 1816 con l’annessione al Regno di Sardegna.
Il 25 maggio 1800, il convento di Verrès accolse per una notte Napoleone, che, con le sue truppe, attraversava la Valle scendendo dal Gran San Bernardo, dando inizio alla sua seconda campagna d’Italia.
Attualmente, la Collegiata di Saint-Gilles è sede della parrocchia, che include edifici realizzati tra l’XI e il XVIII secolo. L’edificio principale in pietra a vista e il vicino campanile maggiore furono costruiti nel 1512 per volontà del Prevosto Carlo di Challant. La parrocchia attuale di Sant’Egidio fu edificata nel 1775 sul sito della precedente chiesa romanica, di cui rimane un semplice campanile. In quell’occasione, il conte Francesco Ottavio di Challant autorizzò l’integrazione della cappella dei Santi Giorgio e Maurizio, costruita nel 1407 da Ibleto di Challant come cappella sepolcrale di famiglia.
Questa cappella si distingue ancora oggi per alcuni elementi architettonici: all’esterno, la splendida trifora in pietra scolpita rivolta verso il borgo; all’interno, le volte gotiche a vela, che sono state preservate dagli interventi del Settecento.
Dal dicembre 2015, i pellegrini che percorrono la Via Francigena possono trovare ospitalità presso la Collegiata nella struttura chiamata “La Casa del Pellegrino”.
8: Il centro storico di Verrès
📍 Località: Verrès
🏘️ Caratteristica principale: Vicoli medievali e monumenti storici di pregio
Seguendo le indicazioni per il Castello di Verrès, il percorso si snoda prima lungo via Caduti della Libertà e poi lungo via Duca D’Aosta. Chi dispone di un po’ di tempo in più può effettuare una deviazione per esplorare il borgo storico di Verrès, un centro ricco di fascino medievale, con vicoli suggestivi e numerosi edifici di pregio.
Tra i monumenti più interessanti da visitare vi sono:
- La Chiesa di Sant’Egidio, un’importante testimonianza religiosa locale.
- La Cappella della Madonna delle Grazie, la più antica di Verrès, con affreschi e dettagli architettonici unici.
- La Maison La Tour, un edificio storico caratterizzato da una torre a base circolare, decorata con affreschi medievali.
Il borgo offre anche scorci pittoreschi e un’atmosfera che riporta indietro nel tempo, permettendo di scoprire il passato medievale della cittadina prima di proseguire verso il castello.
9: Il castello di Verrès

📍 Località: Verrès
🏰 Caratteristica principale: Imponente fortezza medievale con vista panoramica sulla valle
L’ultima tappa dell’itinerario conduce al Castello di Verrès, una delle fortificazioni più iconiche della Valle d’Aosta. La salita da Piazzale Europa è piuttosto impegnativa, ma viene ripagata da una splendida vista panoramica sulla valle e sul borgo di Verrès.
Per chi preferisce evitare la salita in bicicletta, è possibile lasciare il mezzo nel centro storico e percorrere a piedi una scalinata che dalla piazza centrale Émile Chanoux conduce al castello in circa 15 minuti.
Il castello, costruito nel XIV secolo per volere della famiglia Challant, si distingue per la sua pianta quadrata massiccia, con un’unica struttura fortificata priva di torri, un’innovazione architettonica per l’epoca. Le sue ampie sale interne, le scalinate in pietra e gli ambienti austeri raccontano la sua funzione di roccaforte strategica.L’ultima tappa dell’itinerario conduce al Castello di Verrès, una delle fortificazioni più iconiche della Valle d’Aosta. La salita da Piazzale Europa è piuttosto impegnativa, ma viene ripagata da una splendida vista panoramica sulla valle e sul borgo di Verrès.
Per chi preferisce evitare la salita in bicicletta, è possibile lasciare il mezzo nel centro storico e percorrere a piedi una scalinata che dalla piazza centrale Émile Chanoux conduce al castello in circa 15 minuti.
Il castello, costruito nel XIV secolo per volere della famiglia Challant, si distingue per la sua pianta quadrata massiccia, con un’unica struttura fortificata priva di torri, un’innovazione architettonica per l’epoca. Le sue ampie sale interne, le scalinate in pietra e gli ambienti austeri raccontano la sua funzione di roccaforte strategica.
Approfondimento “Il castello di Verrès”
Il castello di Verrès si erge in posizione dominante sul torrente Evançon e sul borgo di Verrès. Risalgono al 1287 i primi documenti che attestano la presenza di un castello di proprietà della famiglia De Verretio, estintasi verso la metà del XIV secolo. I loro possedimenti passarono nelle mani dei conti di Savoia, che nel 1372 li concessero a Ibleto di Challant. Quest’ultimo ricostruì il castello, trasformandolo in una fortezza militare.
L’architettura del castello di Verrès si distingue da quella degli altri castelli valdostani: mentre questi ultimi consistevano in un insieme di edifici racchiusi in una cinta muraria, il castello di Verrès è un monoblocco cubico di tre piani collegati tra loro da un poderoso scalone in pietra. La sua posizione, di difficile accesso e facilmente difendibile, permetteva il controllo del paese sottostante, del fondovalle e della strada che sale lungo la Val d’Ayas, all’epoca importante via di comunicazione.
Nel 1536, René di Challant fece ingrandire la fortezza, adattandola alle armi da fuoco dell’epoca. Alla sua morte, il castello, così come gli altri suoi beni e possedimenti, furono al centro di aspre contese legali a causa della legge salica, contraria alla successione della discendenza femminile, e passò sotto il controllo dei duchi di Savoia. Nel 1661, Carlo Emanuele II di Savoia ordinò lo smantellamento degli armamenti del castello, che furono trasferiti al Forte di Bard.
Nel 1696, al termine delle dispute legali tra gli eredi di Isabella di Challant e la famiglia Challant, il castello tornò in mano a quest’ultima e vi rimase fino all’ estinzione della casata. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1894 fu acquistato da Alfredo d’Andrade, sovrintendente ai monumenti del Piemonte e della Liguria. D’Andrade ne curò il primo restauro e lo utilizzò come uno dei modelli per la Rocca del Borgo Medievale di Torino, costruita in occasione dell’Esposizione Generale Italiana Artistica e Industriale del 1884.
Attualmente, il castello di Verrès è di proprietà della Regione Autonoma Valle d’Aosta ed è aperto al pubblico.
Bibliografia
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Castello di Issogne, https://valledaostaheritage.com/chateau-dissogne/
Castello di Verrès, https://valledaostaheritage.com/chateau-de-verres/
Collegiata di Saint-Gilles a Verrès, https://www.collegiatasaintgilles.net/
Comune di Issogne, https://www.comune.issogne.ao.it/it-it/home
Comune di Verrès, https://www.comune.verres.ao.it/
Parco Naturale del Mont Avic, https://montavic.it/

