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La culla dell’industrializzazione: tra Pont-Saint-Martin e Donnas

Mappa dell’itinerario

Statistiche dell’itinerario

Lunghezza8/13.1 km
Dislivello240m D+
Durata2/3h
Stagioniautunno, inverno, primavera, estate
Mezzoa piedi
DifficoltàFacile
Scarica Itinerario GPX

Panoramica dell’itinerario

Ci troviamo nella culla dell’industrializzazione valdostana. Già all’inizio del XVI secolo, sulle sponde del torrente Lys, comparvero le prime fucine per la lavorazione dei metalli, che si moltiplicarono nel corso del tempo, attirando manodopera da fuori regione e determinando un netto incremento demografico in tutta la zona. Una tradizione produttiva che continuò per più di tre secoli fino alla violenta crisi che nel periodo post-unitario mise a repentaglio la stessa sopravvivenza della metallurgia in Valle: basti pensare che nel 1876, rimanevano in attività soltanto sei officine, ma tra queste c’erano sia quelle di Donnas che di Pont-Saint-Martin. Il vero punto di svolta per la storia industriale, valdostana e non solo, arrivò però dopo la “rivoluzione idroelettrica” di fine XIX secolo, quando la Valle d’Aosta, grazie alle grandi riserve d’acqua e ai suoi pendii scoscesi, divenne il luogo ideale per la costruzione di numerose centrali e di nuovi e più moderni impianti industriali. Beneficiando di questa particolare congiuntura l’area tra Pont-Saint-Martin e Donnas si trasformò tra il 1870 e il 1930 nel principale polo industriale della regione. 

Per raggiungere Pont-Saint-Martin

Pont-Saint-Martin è raggiungibile in autobus, con la linea “Pont-Saint-Martin – Aosta” (orari sul sito VITA Group) oppure in treno – la ferrovia è temporaneamente chiusa (per gli orari dei bus sostitutivi dei treni consultare il sito di Trenitalia). In auto si raggiunge facilmente con l’Autostrada A5, imboccando l’omonima uscita (sia che si arrivi da Aosta, sia che si arrivi dal Piemonte).

Descrizione del percorso

L’itinerario prende il via dal Torrente Lys (1) e successivamente dal ponte del fiume, dirigetevi in direzione sud su Via Roma per circa 70 m, svoltate a destra su Via E. Chanoux e poi su Piazza IV Novembre, imboccando Via E. Breda sotto l’arco. Continuate dritti fino alla Centrale(2).

Ritornate su Via Breda, proseguite su Via E. Chanoux per circa 70 m, svoltate a sinistra su Via Roma, poi su Via Motta e infine a sinistra su Via della Repubblica per raggiungere il polo industriale. Dopo circa 320 m svoltate a sinistra su Via Carlo Viola per raggiungere la rotatoria di Viale Carlo Viola con il monumento I.L.S.S.A Viola (3) e di fianco la Pépinière d’Entreprises(4)

Ripercorrete a ritroso Via Carlo Viola per circa 650 m e raggiungete Via Nazionale, svoltate a sinistra e dirigetevi verso Donnas, percorrendo Via Roma per circa 2,5 km, fino a Via Principe Tommaso, nel cuore del borgo medievale (5).
Un’opzione per i più curiosi: una deviazione di circa 4 km (in giallo sulla mappa) vi porta ai resti della fabbrica della Société Exploratrice.

Procedete in direzione ovest su Via Principe Tommaso verso Via-rue Ospedale, svoltate a sinistra e prendete Via del Ponte e attraversate la Dora utilizzando la passerella pedonale. Da qui potete raggiungere la località Fabrique. Attraversate la rotonda proseguendo dritti su Via Clapey, prendete il sottopassaggio e proseguite per circa 400 m. Svoltate a destra e prendete Montey e poi subito a sinistra su Via Montey per 200 m. All’incrocio girate a destra seguendo l’indicazione “Strada della collina di Vert”. A circa 1,2 km troverete il vecchio stabilimento della Société Exploratrice (6).

Ripercorrete a ritroso lo stesso percorso, riprendete la passerella pedonale e ripercorrete Via del Ponte fino a raggiungere nuovamente Via Principe Tommaso, svoltate a sinistra e percorretela tutta fino alla Chiesa di Sant’Orso (7). Girate a destra e prendete la Strada Statale 26 della Valle d’Aosta per circa 150 m. Alla rotonda imboccate la prima uscita e raggiungete l’area parcheggio della Strada Romana delle Gallie, accanto alla strada statale, che è denominata Loca (8).

Ripercorrete Via Principe Tommaso per circa 400 m e svoltate a destra verso Piazza XXV Aprile e Viale Selve (9).

Riprendete Via Roma – Via Nazionale per circa 3,5 km per rientrare nel centro storico di Pont-Saint-Martin dove si conclude l’itinerario.

Punti di interesse & Approfondimenti

1: Torrente Lys

📍 Località: Pont-Saint-Martin, Via E. Chanoux, 122 – Ponte Romano
🌊 Caratteristica principale: Culla della proto-industria metallurgica valdostana

Nel 1510 Pietro Beccour intraprese l’attività di “gestore di fucine”, ottenendo dai signori di Pont-Saint-Martin il permesso di insediare una forgia sulle sponde del torrente Lys. Nel corso del secolo successivo il numero di questi piccoli forni si moltiplicò, trasformando il borgo in un vero e proprio centro della proto-industria metallurgica.

Durante il XVIII secolo imprenditori come Bernardo Mutta, Giacomo Marchese, Carlo Michetti e Carlo Franceso Gastaldi costruirono lungo le sponde del torrente diversi altiforni per la produzione e la lavorazione di ghisa e rame, attirando un consistente afflusso di manodopera da fuori regione (Nicco 1988: 84).

Nel 1807 François-Balthazard Mongenet, esponente di una nota dinastia di maîtres de forgese della Haute-Saône, acquistò i beni della Società Gastaldi segnando una vera svolta per la produzione siderurgica locale. Mongenet, forte dell’appoggio delle autorità francesi, stabilì un regime di semi-monopolio, acquistando e poi chiudendo le forge concorrenti o non più attive. Grazie anche all’introduzione di nuovi processi di lavorazione del metallo, che permettevano di ottimizzare e ridurre la quantità di combustibile necessaria per la produzione della ghisa, i prodotti delle ferriere di Pont-Saint-Martin si imposero rapidamente sul mercato, facendo la fortuna dei Mongenet. Il volto stesso del paese venne completamente trasformato in funzione della nuova vocazione industriale, sia da un punto di vista economico che sociale. Lo stabilimento e il tessuto produttivo del paese furono, però, duramente colpiti dalla generale crisi della siderurgia italiana di fine XIX secolo, ma grazie all’ammodernamento dell’impianto nel 1884, che vide l’introduzione di nuovi forni Siemens e Martin, la produzione ripartì e fu addirittura incrementata. Collegata direttamente alla rete ferroviaria tramite una linea tranviaria elettrica, l’azienda arrivò così ad occupare 320 addetti nel 1907, facendo di Pont-Saint Michel il secondo polo industriale della Valle dopo Donnas (Nicco 1995: 541).

2: La Centrale Idroelettrica

📍 Località: Pont-Saint-Martin,Via e Breda 4
⚡ Caratteristica principale: Impianto storico ben integrato nel paesaggio urbano

Al termine del XIX si scoprirono le potenzialità dell’idroelettrico, un evento che diede inizio a una nuova fase per la storia industriale della Valle. Grazie allo sfruttamento delle risorse idrauliche, sembrò profilarsi una maggiore centralità economica del mondo alpino e la “maudite montagne” fu considerata, seppur per un breve periodo, il luogo ideale per lo sfruttamento razionale di grandiose risorse energetiche (Binel 1995: 545).

Trattandosi di una tecnologia ancora in fase di sviluppo, per sfruttare al meglio la corrente prodotta dalle nuove centrali, le fabbriche dovettero insediarsi nelle loro immediate vicinanze. I primi impianti, costruiti da imprenditori lombardi e piemontesi a cavallo tra il XIX e il XX secolo, furono realizzati proprio nella zona di Pont-Saint-Martin, dove la portata d’acqua della Dora era maggiore. Nel 1887 fu inaugurato lo stabilimento della Società Elettrometallurgica, specializzata nel trattamento del rame, che si trasformò nel 1899 nella Società Industriale Elettrochimica di Pont-Saint-Martin (Caligaris 1986). Tra il 1901 e il 1902 l’azienda costruì un nuovo stabilimento, dotato di una più moderna centrale elettrica, alimentata dalle acque della Dora, all’interno di quello che è ancora oggi il polo industriale del paese. 

3: Monumento I.L.S.S.A. Viola

📍 Località: Pont-Saint-Martin, Rotatoria Viale Carlo Viola
🪙 Caratteristica principale: Monumento commemorativo dedicato al lavoro e all’industria

Si tratta di un imponente “Laminatoio treno a filo” del 1960, che celebra la storia del lavoro e dei lavoratori di una delle più importanti fabbriche della Valle. Beneficiando dell’impulso dato al settore industriale dalle nuove tecniche di sfruttamento dell’energia idroelettrica, infatti,

Pont-Saint-Martin diventò, a partire negli anni ’30, il secondo centro siderurgico della regione dopo Aosta. Questa nuova pagina di storia si aprì nel 1931 quando Carlo Viola, un imprenditore milanese, decise di investire nella produzione dell’acciaio inox, acquistando un’azienda dismessa da anni, le Officine Metallurgiche Cavallo, e fondando l’Industria Lamiere Speciali Società Azionaria-Carlo Viola (I.L.S.S.A. – Viola). Si trattava di un’attività assolutamente innovativa per l’epoca e l’azienda divenne presto una delle principali produttrici del settore. Anche in questo caso il successo industriale determinò l’aumento degli addetti, 1350 negli anni di guerra, e l’arrivo di manodopera da fuori regione. Un fenomeno che se da un lato ripropose alcune delle problematiche legate ai processi di inclusione/esclusione degli étrangers, dall’altro, gettò le basi per un nuovo tessuto sociale e comunitario.

4: Pépinière d’Entreprises

📍 Località: Pont-Saint-Martin, Viale Carlo Viola, 78
🏢 Caratteristica principale: Centro per l’innovazione e l’imprenditorialità

Negli anni Ottanta del XX secolo la crisi del settore dell’acciaio e la più generale de-industrializzazione di vaste aree dell’Europa occidentale, colpirono duramente anche il tessuto produttivo di Pont-Saint-Martin. Nel 1986, dopo più di cinquant’anni, l’I.L.L.S.A. Viola terminò la sua attività. La vasta area occupata dagli stabilimenti della fabbrica è stata oggi parzialmente riconvertita: vi sorgono nuovi complessi industriali e da qualche anno la sede del Pépinière

d’Entreprises, l’incubatore di imprese della Regione Autonoma Valle d’Aosta (http://www.pepinieresvda.eu/le-pepinieres-dentreprises/)

5: Borgo medievale

📍 Località: Donnas: Via Principe Tommaso
🏘️ Caratteristica principale: Centro storico ben conservato con strade lastricate e archi in pietra

A Donnas la presenza di una fucina per la lavorazione dei metalli è testimoniata già da un documento del 1759 e come nella vicina Pont-Saint-Martin l’improvviso arrivo di manodopera da fuori regione fu causa di non pochi problemi e contrasti con la popolazione locale. Fin dalla metà del Seicento operavano in tutta la Valle alcuni “mastri da fornello” bergamaschi (Cima 1991).

Grazie alle loro competenze tecniche, gelosamente tramandate, i bergamaschi si imposero per oltre un secolo come traino della proto-industria minerario-metallurgica valdostana (Nicco 1995: 485).

Dalle testimonianze dei luogotenenti militari, dagli atti della Segreteria di Stato per gli Affari Interni e dagli archivi comunali, però, possiamo ricostruire come il XVIII secolo sia stato anche teatro di forti tensioni: i forestieri, «lavoratori nativi e domiciliati fuori dalla Valle d’Aosta», rappresentarono infatti un problema di ordine pubblico, e le tensioni tra operai étrangers e popolazione locale sfociarono «più di una volta in scontri e assassini» tra le vie del centro di Donnas

6: Stabilimenti della Société Exploratrice (opzionale)

📍 Località: Donnas, Viale Lungodora 2000
🏭 Caratteristica principale: Resti di una fabbrica mineraria d’inizio Novecento

Sulla destra orografica della Dora Baltea, a mezza costa, si può ancora intravedere tra la vegetazione, nella zona denominata Fabbrica, una grossa costruzione. Si tratta dei resti degli stabilimenti della Société Exploratrice, nata nel 1853, che ottenne l’anno seguente l’autorizzazione per la costruzione di una fabbrica in località Champalle.

Dal 1857 nei numerosi forni dello stabilimento venivano prodotti lingotti di rame ed ottone, facendo di Donnas un importante centro per la lavorazione dei metalli estratti tra Saint-Marcel e Champdepraz.

Dal 1864 al 1869 la fabbrica passò ai fratelli Mancardi, che si trovarono però a dover fronteggiare, da un lato, le conseguenze dell’epidemia di colera del 1867, e dall’altro, quelle della crisi industriale seguita all’abolizione dei dazi doganali dopo la nascita del Regno d’Italia. Eventi, questi, che segnarono profondamente la comunità di Donnas ma che contribuirono anche a favorire dei timidi tentativi di identificazione comune tra étrangers e popolazione locale – nel 1861 su 1804 abitanti gli immigrati erano circa il 25% (Janin 1991: 164-165) – e la comparsa dei primi legami solidaristici. Lo stabilimento di Donnas, infatti, attraversò una fase di grave crisi, apparentemente irreversibile, di cui troviamo testimonianza negli appunti del curato del paese: «Quali trasformazioni e quale ridimensionamento hanno già subito queste fabbriche! Gli addetti sono più di cinque volte meno numerosi» (Marguerettaz 1879: 212-213). Ma il futuro dell’industria locale non era ancora segnato.

7: Officine Fratelli Selve

📍 Località: Donnas, Località Antiche Industrie
🛠️ Caratteristica principale: Centro nevralgico della produzione industriale nel XIX secolo

Di fronte alla strada romana, accanto alla strada statale, raggiungibili da un camminamento, si possono vedere alcuni capannoni di quella che fu l’industria di maggior rilievo a Donnas: le Officine Selve.

Alla fine del XIX secolo, infatti, a risollevare le sorti industriali della Valle furono ancora una volta degli étrangers. E in particolare gli imprenditori tedeschi Augusto e Federico Selve, proprietari della Basse e Selve specializzata nella lavorazione dell’ottone, che nel 1870 stipularono un contratto per la fornitura di cartucce con il governo italiano. La società, alla ricerca di una sede in loco per la produzione, nel 1873 acquistò lo stabilimento di Donnas dai Mancardi, che fu completamente riammodernato grazie all’arrivo di tecnici e operai tedeschi. Nell’opificio si iniziarono a produrre «ottone in lastre, verghe e filo, rame in filo e tombacco in lastre» di grandissima qualità (Nicco 1995: 537). Per Donnas, e per l’intera Bassa Valle, si aprì una nuova stagione industriale. Un successo confermato, tra le tante fonti, anche dall’importante Guida Illustrata di Carlo Ratti e Felice Casanova (1890: XIV) proprio alla fine del secolo: «Un importante stabilimento industriale è quello dei fratelli Selve a Donnas, che potrebbe aver posto tra le industrie metallurgiche salvo che si occupa esclusivamente della lavorazione dei metalli già estratti dal minerale. Altro stabilimento affine è quello di Agostino Vayr-Piova a Pont-Saint-Martin dove si fabbricano reti metalliche in filo di ferro zincato. All’infuori di ciò l’industria è quasi nulla in tutta la valle». Nel 1891 la produzione della Selve Fratelli aveva ormai un valore di 1.880.000 lire e il numero degli addetti aumentò fino alle 450 unità dei primi anni del XX secolo, che ne fecero il principale stabilimento industriale dell’intera Valle d’Aosta (Bich 1907:21). Nel 1908, però, la famiglia vendette improvvisamente l’azienda alla Società Metallurgica Italiana, che ne ridimensionò produzione e personale, fino alla sua chiusura definitiva nel gennaio 1929.

8: Scuole Selve

📍 Località: Donnas, Piazza XXV Aprile
📚 Caratteristica principale: Istituzione educativa legata alla visione sociale dell’industria

Il principale protagonista della stagione industriale di Donnas tra il XIX e il XX secolo fu sicuramente Federico Selve. Nato a Ludenscheid nel 1849, di religione protestante, cittadino italiano dal 1874, industriale e filantropo, Selve introdusse un’etica e una visione del mondo e dei rapporti sociali completamente nuove in una realtà ancora caratterizzata da un’economia chiusa e da una

mentalità fortemente conservatrice (Nicco 1995: 537). Spinto da un sincero interesse per la scolarizzazione e dal desiderio di porre rimedio all’annoso problema dell’edilizia scolastica, da Sovraintendente Scolastico di Donnas, si impegnò nella costruzione di moderne scuole elementari (1894) e dell’asilo infantile (1897).

9: Busto di Federico Selve

📍 Località: Donnas: Viale Selve, 10
🗿 Caratteristica principale: Omaggio a una figura chiave dell’industria e del progresso locale

Il busto di Federico Selve è posto accanto al Municipio. La famiglia Selve, e in particolare proprio Federico, operò a Donnas dal 1873 al 1908. Gli imprenditori tedeschi riuscirono a risollevare le sorti della locale fabbrica di laminati e profilati di rame e  ottone, in cui lavoravano centinaia di operai e a dare nuova linfa al tessuto produttivo locale in un momento di generale crisi industriale.

Nei trentacinque anni di attività a Donnas, i Selve investirono parte dei profitti dello stabilimento nella costruzione delle infrastrutture scolastiche, dei cimiteri di Donnas e Vert; nel restauro della parrocchia; sostennero interventi umanitari e s’impegnarono nella promozione sociale dei lavoratori, venendo ricordarti come dei filantropi dalla comunità locale (Charles 1987).

Alcune delle immagini che fanno riferimento a Pont-Saint-Martin sono tratte dal sito istituzionale del Comune e il loro utilizzo è stato approvato dagli uffici competenti (Prot. 0003176 del 19/03/2025).

Le immagini dei siti presenti nel Comune di Donnas sono state tratte dal sito istituzionale del Comune e sono opera di Romano Bosonin. 

Bibliografia

Abrate M., L’industria siderurgica e meccanica nel Piemonte preunitario, Torino, Istituto per la storia del Risorgimento, 1961.

Bich L.-N., La Vallée d’Aoste de l’avenir, Aoste, 1907.

Binel C., Gli anni dell’elettrosiderurgia: le acciaierie Cogne dalla prima guerra mondiale al boom economico, in S. J. Woolf  (a cura di), La Valle d’Aosta. Storia d’Italia, Torino, Einaudi, 1995, pp. 543-591.

Caligaris G., La Società Industriale Elettrochimica Pont-Saint-Michel, antesignana della Società Idroelettrica Piemonte (Sip), negli anni dell’esordio 1899-1901, in «Studi in memoria di Mario Abrate», vol. II, 1986.

Charles T., Donnas. L’impronta dei Selve, Biblioteca Comunale di Donnas, Bollettino n. 3, 1987.

Cima M., Archeologia del ferro, Torino, Grafo, 1991. 

Degli Esposti F., Le vicende della siderurgia italiana tra Unità e Seconda guerra mondiale, in W. Nicodemi (a cura di), La civiltà del ferro. Dalla preistoria al III millennio, Milano, Olivares, 2004.  

Frumento A., Il Regno d’Italia napoleonico. Siderurgia, combustibili, armamenti ed economia, 1805-1814, Milano, Banca Commerciale Italiana,1991. 

Frumento A., Le Repubbliche cisalpina e italiana con particolare riguardo a siderurgia, armamenti, economia ed agli antichi luoghi lombardi del ferro. 1796-1805, Milano, Banca Commerciale Italiana, 1985. 

Janin B., Le Val d’Aoste. Tradition et renouveau, Aosta, Musumeci, 1991.

Marchis V. (a cura di), Forges et usines, in «Quaderni di storia della tecnologia», 2, 1992.

Marguerettaz A.-N., Anciens hôpitaux du Val d’Aoste, in «Bulletin de l’Académie Saint-Anselme», 1879.

Nicco R., Donnas. Storia del secolo XIX, Aosta, Musumeci, 1991.

Nicco R., Il ruolo dell’industria minerario metallurgica nella Valle d’Aosta dei secoli XVIII e XIX, in S. J. Woolf  (a cura di), La Valle d’Aosta. Storia d’Italia, Torino, Einaudi, 1995, pp. 471-542.

Nicco R., L’industrializzazione in Valle d’Aosta, Quaderni dell’Istituto Storico della resistenza in Valle d’Aosta, I, 1987.

Nicco R., L’industrializzazione in Valle d’Aosta, Quaderni dell’Istituto Storico della resistenza in Valle d’Aosta, II, 1988.

Nicco R., L’industrializzazione in Valle d’Aosta, Quaderni dell’Istituto Storico della resistenza in Valle d’Aosta, III, 1989.

Nicco R., Pont-Saint-Martin. Trasformazioni economiche e sociali di una comunità della Bassa Valle d’Aosta, Aosta, Musumeci, 1997.

Ratti C. – Casanova F., Guida illustrata della Valle d’Aosta, Torino, Casanova Editore, 1890.

Scagnetti G., La siderurgia in Italia, Roma, Industria Tip. Romana, 1923.

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