Detours

DE-TOURS

  • home
  • about us
  • La Bassa Valle
  • Itinerari
    • Itinerari
    • Trova Itinerario
    • Categorie
      • Toponomastici escursionistici
      • Olivicoltura Ciclistica
      • Archeologia industriale
    • COMUNI
      • Arnad
      • Bard
      • challand-saint-anselme
      • Challand-SAInt-victor
      • Champdepraz
      • Champorcher
      • Donnas
      • Émarèse
      • Fontainemore
      • HĂ´ne
      • Issogne
      • Lillianes
      • MonTjovet
      • Perloz
      • pontboset
      • Pont-Saint-Martin
      • Verrès
  • SostenibilitĂ 
  • Eventi

Origini Industriali tra Hône e Verrès

Un viaggio alla scoperta delle origini industriali della Bassa Valle d’Aosta, tra antiche fucine, fabbriche e centrali idroelettriche che hanno segnato la storia locale e plasmato l’identità di una comunità.

Mappa dell’itinerario

Statistiche dell’itinerario

LunghezzaOpzione A: circa 25,5 km;  Opzione B: circa 14,3 km 
Dislivello328m D+
Durata2/3h
StagioniPrimavera e Autunno
Mezzomacchina
DifficoltĂ facile/medio
Scarica Itinerario GPX

Panoramica dell’itinerario

A partire dal XVIII secolo, nell’area compresa tra HĂ´ne e Verrès si sviluppò una vivace proto-industria metallurgica caratterizzata dalla comparsa di numerosi forni e fucine sulle sponde della Dora e dei suoi affluenti. Una tradizione produttiva che continuò, a fasi alterne, fino alla cosiddetta rivoluzione idroelettrica di fine XIX secolo, che rivitalizzò l’industria valdostana nel suo complesso e quella della Bassa Valle in particolare. VerrĂ©s, in questo senso, ne fu un perfetto esempio. Fin dall’inizio del XX secolo, dopo la costruzione della centrale sull’Evançon, il piccolo borgo si trasformò in un vivace centro industriale proprio grazie alla nascita di diverse fabbriche e officine tessili, siderurgiche e chimiche, che modificarono il volto del paese, coinvolgendo di riflesso anche i piĂą piccoli comuni limitrofi, come Issogne e Arnad. 

Per raggiungere HĂ´ne

HĂ´ne è raggiungibile in autobus, con la linea “Pont-Saint-Martin – Aosta” (orari sul sito VITA Group) oppure in treno, scendendo alla stazione di HĂ´ne-Bard – la ferrovia è temporaneamente chiusa (per gli orari dei bus sostitutivi dei treni consultare il sito di Trenitalia). In auto si raggiunge con l’Autostrada A5, imboccando l’uscita di Pont-Saint-Martin e poi attraverso la Strada Statale 26 della Valle d’Aosta (direzione Aosta).

Descrizione del percorso

Il ponte sulla Dora, conosciuto anche come Ponte di Bard o Ponte di Hône, collegava Bard alla zona industriale di Hône detta “La Diana” così indicata già nel Catasto Sardo del 1771. Una volta attraversato il ponte vi troverete subito sulla sinistra la vecchia area de La Diana(1).

Opzione A: spostatevi in auto fino al Parcheggio del Castello di Issogne – accorciando considerevolmente il percorso a piedi; Dal parcheggio percorrete la Frazione Follias e proseguiti dritti su Frazione la Ronchaille Dessous. Dopo circa 100m svoltate a destra su Frazione Les Genot e proseguite fino allo Stop. Svoltate a sinistra costeggiando il torrente e dopo 350 metri sulla destra troverete il ponte della Frazione Le Barmet, imboccate il ponte e seguite la strada per circa 180 metri. Al bivio girate a sinistra e proseguite fino alla Centralina.Opzione B: Percorrete Via Chanoux e dopo 50 metri svoltate a destra su Via Stazione. Dopo circa 1 km, attraversate i binari dall’apposito passaggio e svoltate subito a destra (prima del sottopassaggio) seguendo l’indicazione Echallod per 1.5 km. Poi sempre seguendo la strada passate sotto il ponte dell’autostrada. Continuate a camminare per circa 1.7km per Frazione di Echallod Inferiore. Arrivati all’incrocio prendete sulla sinistra Frazione Echallod Superiore e proseguite per altri 2.5 km. Arrivati all’incrocio attraversate il ponticello e continuate su Frazione Les Magaret per 280m e poi sempre dritti su Frazione la Place fino a raggiungere il Parcheggio del Castello di Issogne. Svoltate a sinistra e prendete la Frazione Follias e proseguiti dritti su Frazione la Ronchaille Dessous. Dopo circa 100m svoltate a destra su Frazione Les Genot e proseguite fino allo Stop. Svoltate a sinistra costeggiando il torrente dopo 350 metri sulla destra troverete il ponte della Frazione Le Barmet, imboccate il ponte e seguite la strada per circa 180 metri. Al bivio girate a sinistra e proseguite fino alla Centralina(2).

Ripercorrete a ritroso Frazione Les Genot, Frazione la Ronchaille Dessous e Frazione Follias per ritornare al Parcheggio del Castello di Issogne. Proseguite dritti per Frazione La Colombiere per 300 m e poi sempre sulla stessa strada, che diventa Via Issogne. Attraversate il ponte sulla Dora e superato un gruppetto di case girate a sinistra su Via Dora Baltea prima del sottopassaggio. Dopo circa 180 m raggiungerete l’area Balzano(3).

Ritornate indietro su Via Issogne, girate a sinistra e imboccate il sottopassaggio. Una volta attraversato, svoltate a sinistra e prendete Rue des Alpes. Dopo circa 300 m arriverete in Via Stazione, svoltate a destra e imboccate la prima strada a sinistra, Via Amilcare Cretier. Percorretela passando sotto il cavalcavia dell’autostrada e dopo circa 400m girate a sinistra su Via Fratelli Artari. Dopo circa 280m sulla destra troverete lo stabile del polo liceale, ex sede del Cotonificio Brambilla, in Via Frère Gilles, 33(4). 

Continuate su Via Frère Gilles per 150m e svoltate a destra su Via XXVI Febbraio. Percorretela per 150m e svoltate a sinistra prendendo Via Franchetè e percorretela per 350m. Attraversate Via Duca d’Aosta e imboccate Via degli Artifizzi, dopo circa 500m vi troverete sulla sinistra il ponte sul torrente Evançon che porta alla centrale idroelettrica(5).

Riprendete Via degli Artifizzi ripercorrendola a ritroso fino all’incrocio con Via Duca d’Aosta. Svoltate a sinistra e seguitela per 900m, poi svoltate leggermente a sinistra per prendere la Strada Statale 26 della Valle d’Aosta per meno di 100m. Alla rotonda prendete la prima uscita sulla destra e imboccate Via Issogne. Attraversate il sottopassaggio e proseguite fino al ponte, attraversatelo, e continuate sempre dritti su La Colombiere fino al Parcheggio del Castello di Issogne. 

Opzione B: Continuate per qualche metro fino al Castello poi svoltate a sinistra su Frazione la Place che poi diventa Pied de Ville. Continuate per circa 200m e mantenete la stessa direzione quando la strada diventa Frazione Les Magaret. Dopo 280m attraversate il ponticello e girate a sinistra fino all’incrocio e poi, sulla destra, imboccate Frazione Echallod Superiore. Proseguite per 1.2km e vi troverete davanti a una biforcazione della strada, mantenete la destra e continuate per 1.3km. Arrivati all’incrocio svoltate a destra per Frazione Echallod Inferiore e continuate per 1.7km. Attraversate il sottopassaggio (ponte dell’Autostrada) restando sempre sulla stessa strada e proseguite ancora per 1.5km. Arrivati all’incrocio girate a sinistra su Via Stazione, attraversate i binari dall’apposito passaggio, e girate subito a destra rimanendo sempre su Via Stazione. Dopo 1km svoltate a sinistra su Via Chanoux.

Punti di interesse & Approfondimenti

1: Quartiere La Diana

📍 LocalitĂ : HĂ´ne, Via E.Chanoux, 122 – Ponte Romano
🏭  Caratteristica principale: Nucleo proto-industriale tra forni, fucine e manodopera da tutta Europa.

Il barone Nicolas-Josheph Freydoz, nel 1757, segnalava la presenza, all’imbocco del ponte, di «un edificio che corre per tutta la lunghezza e la larghezza della strada principale, confinante con la Dora da est, costituito da una cucina, un deposito di carbone, un forno per la fusione della ghisa, una fucina, la bottega, gli appartamenti, e a sud dei suddetti edifici, due depositi di carbone».

Del resto, l’esistenza di una fucina di proprietĂ  di Bernardo Mutta in quest’area è  documentata giĂ  all’inizio del XVIII secolo (Nicco 1995: 484); un’attivitĂ  che continuò nei  settant’anni successivi, nel periodo in cui le ferriere del borgo si affermarono nella produzione del filo di ferro. Questa piccola realtĂ  industriale ottenne anche una certa notorietĂ  nel panorama siderurgico del Regno di Sardegna, quando nel 1842 i fratelli Cantara, torinesi, applicarono il metodo Faber de Faure e Â«costruirono un forno a cubilot, detto alla Wilkinson, per fondere la ferraccia e realizzare prodotti in getto» (Repertorio delle Miniere 1845: IV, p. 522, 570). Il successo della ferriera fu accompagnato anche dalla contemporanea crescita demografica del paese e dall’arrivo di manodopera da fuori regione. Come nei comuni vicini, d’altronde, fin dall’inizio del XVIII secolo, nel settore metallurgico furono impiegati quasi esclusivamente fonditori bergamaschi (Nicco 1988: 85) e ancora tra il 1800 e il 1820 la manodopera locale non superava, nell’impianto di HĂ´ne, il 15% del totale. L’arrivo di un numero consistente di Ă©trangers fu sicuramente causa di tensioni con la popolazione, ma pose anche le basi per il nuovo tessuto sociale della comunitĂ . Soltanto poche generazioni dopo, infatti, il processo d’integrazione si rivelò quasi del tutto concluso (Pichierri 1995: 613), e questo anche in seguito alla crisi della siderurgia che investì la valle intorno alla metĂ  del XIX secolo e alle sue conseguenze socio-economiche, che colpirono indistintamente locali e forestieri. Ma dopo un periodo di declino, nel 1895 la ferriera riprese la propria attivitĂ  (Le DuchĂ© d’Aoste 13 novembre 1895), grazie a un gruppo di ingegneri e imprenditori svizzeri guidati da Hans Jacob Gossweiler che riconvertirono l’impianto e nel 1902, negli stabilimenti che ancora oggi si possono in parte osservare, fu avviata una rinomata produzione di chiodi, impiegati fra l’altro per confezionare le calzature dei soldati italiani durante la Prima guerra mondiale (Thommen 2014; Martinet 2007). 

2: La Centrale Idroelettrica di Le Barmet

📍 LocalitĂ : Issogne, frazione La Barnet
⚡ Caratteristica principale: L’elettricitĂ  arriva in paese: dall’idraulica storica alla produzione moderna.

Al termine del XIX si scoprirono le potenzialità dell’idroelettrico, un evento che aprì una nuova e insperata fase di crescita nella storia industriale della Valle. Grazie allo sfruttamento delle risorse idrauliche sembrò profilarsi una maggiore centralità economica del mondo alpino e la “maudite montagne” fu considerata, seppur per un breve periodo,

il Â«luogo ideale per lo sfruttamento razionale di grandiose risorse energetiche» (Binel 1995: 545). Anche per le piccole comunitĂ  come Issogne, caratterizzate dalla presenze di piccole forge e forni per la lavorazione dei metalli fin dalla metĂ  del XVIII secolo (Cauz 1995: 349), la costruzione della centralina idroelettrica di Le Barmet, nel 1928, segnò un momento storico: l’arrivo dell’elettricitĂ  in paese. Nel 2007 sono terminati i lavori di ristrutturazione della centralina, commissionati dal Comune, ancora oggi proprietario dell’impianto, che produce corrente con due turbine alimentate dalle acque del torrente Bocueil e dalla rete dell’acquedotto comunale. 

3: Area Balzano

📍 LocalitĂ : Verrès, via Dora Baltea
⚙️ Caratteristica principale: Dalle fucine a carbone ai forni elettrici: due secoli di siderurgia e trasformazioni sociali.

Sul territorio di Verrés, le prime fucine per la lavorazione del ferro con la tecnica del carbone di legna, comparvero nella seconda metà del XVIII secolo, grazie alla famiglia Bich di Châtillon.

Nel 1770, fu PantalĂ©on Bich a rivolgersi a Bartolomeo Gervasone, originario della Val Brembana e discendente di una famiglia di Â«maestri di fornello», per avviare una nuova fabbrica per la lavorazione dei metalli (Nicco 1995: 505).

L’impianto, come da progetto del 1776, fu realizzato nei pressi del ponte di Issogne, con un investimento superiore alle 25.000 lire (Nicco 1989: 14). Oggi, tra la vegetazione, è ancora visibile la palazzina degli uffici di questo primo stabilimento, sebbene la struttura abbia subito diversi interventi nel corso tempo. L’acqua necessaria al funzionamento dell’impianto veniva prelevata direttamente dal torrente Evançon, tramite un canale che attraversava i prati di Saint-Gilles e la cui costruzione suscitò una forte opposizione della popolazione. Un rapporto complesso, quello tra comunitĂ  e industria, in un contesto sociale come quello della Bassa Valle che, sebbene non stravolto uscì comunque profondamente mutato dall’industrializzazione. Basti pensare che nel 1820, su una popolazione di circa 1000 abitanti a VerrĂ©s si contavano almeno 250 “forestieri”, in gran parte impiegati nelle fabbriche della zona (Janin 1991: 165).  Nelle societĂ  dei Bich, ad esempio, tra il 1800 e il 1820 la manodopera locale non superava il 23% del totale, una percentuale che scendeva intorno al 10% per la manodopera specializzata. Ma dopo una prima difficile fase di convivenza, il processo d’integrazione si concluse positivamente e piuttosto rapidamente, come dimostrano i dati sui matrimoni misti e sull’assimilazione linguistica (Pichierri 1995: 614). Molto probabilmente a unire i destini della popolazione e a favorire la nascita di piĂą forti sentimenti solidaristici, fu la crisi dello stabilimento che nel 1835 entrò in una fase di rapido declino. Nonostante le difficoltĂ , però, il destino di quest’area non era ancora segnato. Nel 1908 il Prefetto di Torino concesse alla SocietĂ  Anonima Cotonificio Staurenghi di Monza lo sfruttamento delle risorse idriche dell’Evançon. 

Poco dopo la societĂ  brianzola siglò un accordo con Luigi Cravetto, concedendogli l’utilizzo di parte dell’energia idroelettrica per un impianto siderurgico sul sito delle antiche ferriere Bich. Le Acciaierie e Trafilerie Cravetto, tra i primi impianti siderurgici in Italia a dotarsi di forni elettrici HĂ©rault da 6 tonnellate (Binel 1995: 546), rimasero in attivitĂ  fino alla vigilia della Seconda guerra mondiale, quando l’impianto fu ceduto alla Guinzio-Rossi, produttrice di utensili in alluminio, che continuò la produzione fino al 1973. Successivamente l’area fu occupata prima dall’IMVA (Industria Metallurgica Valle d’Aosta), poi dalla Alluver, ed infine dalle Metallurgiche Balzano, che cessarono definitivamente l’attivitĂ  soltanto pochi anni fa.  

4: Ex-Cotonificio Brambilla

📍 Località: Verrès, via Frère Gilles, 33
đź§µCaratteristica principale: Il tessile che cambiò il volto del borgo tra lavoro femminile e paesaggio urbano.

Quando nel 1908 la SocietĂ  Anonima Cotonificio Staurenghi di Monza ottenne l’autorizzazione a Â«derivare 15 moduli d’acqua torrente Evançon» per le attivitĂ  del costruendo cotonificio, si aprì una nuova fase della storia di VerrĂ©s (Binel 1995: 546).

Il Cotonificio Staurenghi, che in seguito divenne la più nota Filatura A. Brambilla, contribuì infatti a modificare il volto del paese sotto diversi aspetti.

Il grande edificio biancastro, sede dello stabilimento, divenne presto un elemento preponderante del paesaggio urbano di Verrès, e un effetto simile ebbe l’arrivo di manodopera, prevalentemente femminile, dalla Lombardia (Bovo-Alliod 1992). La crescita del cotonificio, convinse la Brambilla, nel 1934, ad affiancargli un grande stabilimento chimico per la produzione di solfato di ammoniaco di oltre 100.000mq, facendo di questo piccolo borgo di fondo valle un vero e proprio centro industriale. L’esperienza della Brambilla si chiuse definitivamente negli anni ’70 con la chiusura del cotonificio nel 1970 e della fabbrica di concimi chimici l’anno seguente. L’area e gli edifici dello stabilimento furono acquistati giĂ  nel 1973 dalla Regione Valle d’Aosta che ne avviò la riconversione e che oggi ospitano un istituto scolastico e altri servizi. 

5: Centrale idroelettrica

📍 Località: Verrès, via degli Artifizzi
💡Caratteristica principale: ingegno alpino tra gole rocciose e turbine: l’energia che ha fatto ripartire l’industria.

L’energia idraulica ha sicuramente rappresentato un importante elemento di continuità nel passaggio dalla proto-industria alla moderna industria in ambito alpino. La Valle d’Aosta, ad esempio, non disponeva di grandi risorse alternative: i grandi bacini carboniferi si trovavano a grande distanza e il trasporto del carbone verso le Alpi si rivelava estremamente costoso.

La questione energetica, del resto, fu all’origine della crisi che colpì l’intero comparto metallurgico nella seconda metĂ  dell’Ottocento, ma fu proprio grazie allo sviluppo dell’industria idroelettrica che iniziò un nuovo processo di sviluppo capace di caratterizzare l’intero XX secolo (Binel 2003). La centrale idroelettrica di Verrès, entrata in funzione nel 1914, si trova nella stretta gola scavata dal torrente Evançon. A pochi metri sorge lo storico castello medievale, che protegge le strette strade del centro storico della cittadina. A Verrès, anche l’energia idroelettrica è strettamente legata alla storia del luogo: la particolare posizione dell’impianto, infatti, ha limitato l’ampliamento del fabbricato della sala macchine, ma ha anche stimolato l’ingegno dei progettisti nel cercare soluzioni per collocare sei gruppi e due trasformatori nel ridotto spazio disponibile. Normalmente, i classici gruppi idroelettrici sono composti da una o due turbine ad acqua collegate a un solo alternatore, mentre nell’impianto di Verrès, un gruppo di produzione è formato da due alternatori collegati a una sola turbina, posta al centro tra i due, per una potenza complessiva di 12,3 MW.

Le immagini dei siti presenti sono state gentilmente concesse dagli uffici tecnici dei comuni di HĂ´ne e Issogne.

Bibliografia

Abrate M., L’industria siderurgica e meccanica nel Piemonte preunitario, Torino, Istituto per la storia del Risorgimento, 1961.

Bich L.-N., La VallĂ©e d’Aoste de l’avenir, Aoste, 1907.

Binel C., Gli anni dell’elettrosiderurgia: le acciaierie Cogne dalla prima guerra mondiale al boom economico, in S. J. Woolf  (a cura di), La Valle d’Aosta. Storia d’Italia, Torino, Einaudi, 1995, pp. 543-591.

Binel C., L’acque e le industrie, in Â«Environnement. Ambiente e territorio in Valle d’Aosta», 22, 2003 (https://www.regione.vda.it/gestione/riviweb/templates/aspx/environnement.aspx?pkArt=679)

Bovo E. – Alliod E., La Brambilla: storia di un cotonificio, 1911-1971-1991, Aosta, Musumeci, 1992.

Cauz M., La Valle d’Aosta fra stati sabaudi e Regno d’Italia (1536-1914), in S. J. Woolf  (a cura di), La Valle d’Aosta. Storia d’Italia, Torino, Einaudi, 1995, pp. 263-362.

Degli Esposti F., Le vicende della siderurgia italiana tra UnitĂ  e Seconda guerra mondiale, in W. Nicodemi (a cura di), La civiltĂ  del ferro. Dalla preistoria al III millennio, Milano, Olivares, 2004.  

Frumento A., Le Repubbliche cisalpina e italiana con particolare riguardo a siderurgia, armamenti, economia ed agli antichi luoghi lombardi del ferro. 1796-1805, Milano, Banca Commerciale Italiana, 1985. 

Janin B., Le Val d’Aoste. Tradition et renouveau, Aosta, Musumeci, 1991.

Martinet R., L’ingegnere svizzero Giacomo Gossweiler e la sua “fabbrica dei chiodi” nella HĂ´ne d’inizio Novecento, Aosta, Le château, 2007. 

Nicco R., Il ruolo dell’industria minerario metallurgica nella Valle d’Aosta dei secoli XVIII e XIX, in S. J. Woolf  (a cura di), La Valle d’Aosta. Storia d’Italia, Torino, Einaudi, 1995, pp. 471-542.

Nicco R., L’industrializzazione in Valle d’Aosta, Quaderni dell’Istituto Storico della resistenza in Valle d’Aosta, I, 1987.

Nicco R., L’industrializzazione in Valle d’Aosta, Quaderni dell’Istituto Storico della resistenza in Valle d’Aosta, II, 1988.

Nicco R., L’industrializzazione in Valle d’Aosta, Quaderni dell’Istituto Storico della resistenza in Valle d’Aosta, III, 1989.

Nicco R., Pont-Saint-Martin. Trasformazioni economiche e sociali di una comunitĂ  della Bassa Valle d’Aosta, Aosta, Musumeci, 1997.

Pichierri A., Industrializzazione dipendente e classe operaia in una microregione alpina, in S. J. Woolf  (a cura di), La Valle d’Aosta. Storia d’Italia, Torino, Einaudi, 1995, pp. 593-617.

Scagnetti G., La siderurgia in Italia, Roma, Industria Tip. Romana, 1923.

Thommen F., Hans Jakob Gossweiler, 1852-1917: un artefice del suo destino, Arnad, Dallou, 2014

Questo sito web è realizzato nell’ambito del progetto NODES, finanziato dal MUR sui fondi M4C2 – Investimento 1.5 Avviso “Ecosistemi dell’Innovazione”, nell’ambito del PNRR finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU (Grant agreement Cod. n.ECS00000036)

Contatti Univda

UniversitĂ  della Valle d’Aosta

Email: info@univda.it

Contatti nodes

Nodes

Email: info@ecs-nodes.eu

Copyright © 2026 ·

Detours

· All rights reserved

Powered by
...
►
Necessary cookies enable essential site features like secure log-ins and consent preference adjustments. They do not store personal data.
None
►
Functional cookies support features like content sharing on social media, collecting feedback, and enabling third-party tools.
None
►
Analytical cookies track visitor interactions, providing insights on metrics like visitor count, bounce rate, and traffic sources.
None
►
Advertisement cookies deliver personalized ads based on your previous visits and analyze the effectiveness of ad campaigns.
None
►
Unclassified cookies are cookies that we are in the process of classifying, together with the providers of individual cookies.
None
Powered by