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Donnas e Pont-Saint-Martin, pedalando tra viti e ulivi

Mappa dell’itinerario

Statistiche dell’itinerario

Lunghezza17km
Dislivello260m D+
Durata2h
Stagioniautunno, primavera
Mezzoa piedi, bicicletta
Difficoltàfacile
Scarica Itinerario GPX

Panoramica dell’itinerario

Il percorso si snoda tra i comuni di Donnas e Pont-Saint-Martin, lungo tranquille strade secondarie e qualche breve tratto di facile sterrato. La prima parte del percorso prevede alcune salite medio-impegnative che risalgono il versante della montagna, per poi proseguire su strade pianeggianti a fondovalle.

L’esposizione a sud e la bassa quota rendono ideale la percorrenza di questo itinerario durante i mesi invernali, indicativamente da maggio a ottobre. Per godere appieno dei colori caldi dei vigneti e poter vedere viticoltori e olivicoltori durante i lavori di raccolta, si consiglia di percorrerlo tra ottobre e inizio novembre; sconsigliato invece in estate e primavera inoltrata, quando il rischio di patire il caldo è piuttosto concreto. Se invece si desidera vedere la fase di fioritura degli ulivi, il periodo migliore è tra maggio e inizio giugno, quando tra le foglie si scorgono i caratteristici fiori bianchi.

L’itinerario offre numerosi scorci panoramici e attraversa sia il versante a solatìo (Adret) con terrazzamenti storici coltivati a vite e olivo, sia il versante a bacìo (Envers). Percorribile in circa due ore (a seconda delle soste e delle eventuali deviazioni che si desidera fare), si consiglia di proseguire la giornata con una visita più accurata del borgo antico di Donnas, con l’Arco e la Strada Romana, e una visita presso il Museo della Vite e del Vino (per verificare i giorni e gli orari di apertura è consigliabile consultare il sito del comune di Donnas), che ha sede presso le cantine dell’asilo ‘‘Anna Caterina Selve”. Gli amanti dell’arrampicata possono proseguire la giornata nel Climbing Park Balteo di Donnas, costituito da una via ferrata e tre falesie.

Per raggiungere Donnas

Il comune di Donnas è raggiungibile con l’autobus della linea “Pont-Saint-Martin-Aosta”, gestita dalla compagnia V.I.T.A., con corse effettuate ogni ora circa (è possibile consultare gli orari sul sito VITA Group). La fermata Stazione F.S. a Donnas è la più comoda per questo itinerario. In auto, dal casello autostradale di Pont-Saint-Martin si segue a sinistra verso Donnas. È possibile parcheggiare presso la stazione ferroviaria.

Descrizione del percorso

L’itinerario prende il via dalla stazione ferroviaria di Donnas e, attraversata la strada statale 26, si imbocca Viale Selve per entrare nel centro del paese. Dopo circa 150 metri, si svolta a destra in via Caresani, per poi prendere subito a sinistra e poi nuovamente a destra fino a imboccare via Jean. Brean. Quest’ultima, piuttosto stretta e in salita, si snoda attraverso bellissimi vigneti e alcuni oliveti, ben visibili sul lato destro (per alleggerire la fatica della salita, si può fare una breve sosta per ammirarli).

Seguendo la strada si giunge a località Reisen, dove si trova un enorme blocco di roccia franato dalle pareti di Preles e fermatosi tra le vigne (1).

È possibile raggiungere il suggestivomasso con una breve deviazione dal percorso, attraversando il torrente Bellet e seguendo la stradina per qualche decina di metri. L’itinerario prosegue poi lungo Via Artada e all’incrocio si prende a destra per Rovarey.

Proprio nella zona di Artada, poco più in alto rispetto al percorso, è possibile osservare alcuni terrazzamenti coltivati a olivo, raggiungibili salendo ancora per qualche centinaio di metri lungo la strada che porta ad Albard (2). Si segue in discesa la Strada della Collina, poi si svolta a sinistra in via Barmes. Alla fine di via Barmes si svolta nuovamente a sinistra e ci si dirige in località Ronc, affrontando tre ripidi tornanti che risalgono il versante della montagna; al terzo tornante sono presenti alcune piante di ulivo. Man mano che si sale è possibile apprezzare appieno il paesaggio terrazzato, le montagne circostanti e il fondovalle.

Lungo questo tratto, facente parte della Strada dei Vigneti, si incontra un pilone votivo denominato Oratorio “Rón d’Ouliva” (3), nei pressi di una monorotaia che attraversa le vigne e di un passaggio tra i terrazzamenti: in stato attuale di degrado, per riuscire a scorgere il pilone occorre prestare un po’ di attenzione poiché è collocato in posizione sopraelevata rispetto alla strada e nascosto dalla vegetazione.

Poco oltre si giunge alla Croce della Missione (4), splendido punto panoramico sui terrazzamenti coltivati a vigna e sui comuni di Donnas e Pont-Saint-Martin. Sul lato opposto alla Croce troviamo una rigogliosa pianta di ulivo. Si prosegue la pedalata, ora decisamente più piacevole perché in piano, oltrepassando località Ronc Cretaz e giungendo a località Bousc Daré, dove è presente una piccola area picnic, ideale per una breve sosta. Inizia ora la discesa verso Pont-Saint-Martin. Si affrontano due tornati e si arriva al Castello Baraing (5), costruito in stile neogotico a partire dal 1883 e oggi sede della Comunità Montana “Monte Rosa” – Unité des Communes valdôtaines Mont-Rose. L’edificio (restaurato nel 2000) merita una breve sosta per ammirarne l’architettura; inoltre, sul lato sinistro del castello, lungo il sentiero che conduce al centro storico, si trovano alcune piante di ulivo.

Proseguendo, poco sotto, si incontra l’antica Chiesa di Fontaney con il cimitero annesso (6), anch’essa meritevole di una breve sosta per ammirarla dall’esterno (non è visitabile all’interno). Si continua a scendere e si giunge nel centro storico di Pont-Saint-Martin. Si svolta a sinistra in via Emile Chanoux e si prosegue per un breve tratto per poi svoltare a destra in via Castello, dove è presente la casaforte (detta ‘l Castel)(7): costruita a partire dalla fine del XV secolo, fu la dimora dei signori di Pont-Saint-Martin fino agli inizi del XIX secolo; oggi è adibita a centro culturale ed è possibile visitarla (occorre verificare i giorni e gli orari di apertura chiamando l’Office du Tourisme).

Si continua verso via Chanoux, per attraversarla e imboccare la strada sul lato opposto (chiusa al traffico a motore) che si congiunge al Ponte Romano (8), risalente al I secolo a.C.. Nei suoi pressi, è stato allestito il piccolo Museo del Ponte Romano (9) (ad accesso libero, aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00), situato in una sala espositiva in Piazza IV Novembre (accessibile tramite una scalinata e una rampa per disabili), dove è possibile osservare fotografie, disegni e documenti relativi a questa costruzione.

Si attraversa nuovamente il torrente Lys (questa volta sul ponte carrozzabile) tornando in via Chanoux per poi prendere a sinistra via Baraing e percorrere la bella passerella ciclopedonale sul Lys, dalla quale si può apprezzare una bella vista sui pontiattraversati in precedenza. Si continua a pedalare in leggera discesa lungo la bella e piacevole pista ciclabile che corre a fianco del torrente Lys. Nei pressi della stazione ferroviaria, si prende nuovamente a destra e si pedala a lato della ferrovia fino a giungere al centro sportivo Crestella. All’incrocio si svolta a sinistra in via Crestellaz e si continua lungo la Strada delle Cascine su pista ciclabile per circa 1 chilometro. All’incrocio con rue Lafait si svolta a sinistra. Giunti alla rotonda, si prende la seconda uscita e ci si dirige all’envers di Donnas.

Appena oltrepassata l’autostrada, si prende a sinistra in via Mamy e si continua dapprima su asfalto a poi su facile sterrato, pedalando piacevolmente tra campi e vigneti. Da questo lato si gode di un bel colpo d’occhio sui terrazzamenti dell’adret, che permette di apprezzare appieno il monumentale lavoro. All’incrocio con rue Grand Vert si prende a sinistra e si continua fino a Pramotton.

Si prende poi Strada Pié du Mont, lungo la quale è possibile scorgere alcune giovani pianti di ulivo, e dopo la curva si svolta a sinistra in Strada Ronquet. Si affronta un breve tratto in salita, pedalando tra le pergole dei vigneti dell’envers fino a giungere a Montey, dove sorge la chiesa parrocchiale di Vert (10): molto suggestivo il suo ingresso, con una bella scalinata sovrastata da un portico con colonne di pietra. Si continua a pedalare in direzione della Dora Baltea e, prima del ponte sul canale della centrale idroelettrica, si prende la strada sterrata sulla sinistra.

All’incrocio con rue Clapey, si svolta nuovamente a sinistra e si continua fino a frazione Outrefer. Dopo un breve giro nel piccolo abitato, si imbocca rue Lafait, si oltrepassa l’autostrada e alla rotonda si prende il ponte pedonale che attraversa la Dora Baltea per poi entrare nell’antico borgo di Donnas. Con una deviazione di qualche decina di metri si possono raggiungere e ammirare l’arco e la strada romana (11) e la cappella dedicata a S. Orso (12). Pedalando lungo la via dell’antico borgo, in cui spicca palazzo Enrielli (13), si possono scorgere affreschi, finestre d’epoca medievale, bellissimi portoni in legno e antichi stemmi. Si oltrepassa la porta medievale (14), costruita interamente in pietra e con un arco a tutto sesto, e il torrente Bellet. Si continua costeggiando gli edifici della biblioteca comunale, del municipio, ex Villa Selve, (15) e del Museo della vite e del vino (16) per ritornare infine alla stazione ferroviaria e chiudere così l’itinerario. Come ultima breve deviazione, si suggerisce una visita alla Chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli (17), al cui interno è possibile apprezzare le opere artigianali in legno della cantoria, del battistero, del pulpito, dei banchi del coro e delle porte.

Punti di interesse & Approfondimenti

1: Il masso dei vigneti di Reisen

📍 Località: Reisen, Donnas
📸 Caratteristica principale: Un imponente blocco di roccia incastonato tra i vigneti

Durante l’itinerario, dopo aver attraversato il centro di Donnas e percorso le stradine che si snodano tra vigneti e oliveti, si giunge a località Reisen. Qui, tra i terrazzamenti viticoli, si erge un grande masso di roccia, franato dalle pareti di Preles e rimasto incastrato tra i filari di vite. Questo blocco roccioso, con il suo aspetto imponente, rappresenta una peculiarità del paesaggio agricolo locale.

Un breve sentiero laterale permette di avvicinarsi e osservare da vicino il masso, scoprendo il contrasto tra la forza della natura e l’armoniosa coltivazione dei vigneti circostanti. Il luogo è perfetto per una piccola sosta panoramica e per scattare qualche foto suggestiva.

2: Uliveti in località Artada

📍 Località: Artada, Donnas
🌿 Caratteristica principale: Terrazzamenti coltivati a olivo in un’area panoramica

Lungo il percorso, nella zona di Artada, si trovano alcuni terrazzamenti storici coltivati a olivo. Questi uliveti, situati poco più in alto rispetto all’itinerario principale, si possono raggiungere salendo ancora per qualche centinaio di metri lungo la strada che porta ad Albard.

Questo tratto rappresenta un’importante testimonianza della coltivazione dell’olivo in Valle d’Aosta, un’attività poco diffusa a queste altitudini ma presente in alcune aree particolarmente esposte al sole. I muretti a secco che sostengono i terrazzamenti mostrano l’antico lavoro di modellazione del paesaggio per favorire l’agricoltura in montagna.

Approfondimento “La Coltivazione dell’olivo a Donnas”

La coltivazione dell’olivo a Donnas è documentata da alcune e purtroppo scarse fonti storiche che riportano la presenza di oliveti nel territorio compreso tra il Canavese, in Piemonte, e la Valle d’Aosta già nel 515. La presenza di olivi è attestata anche sia nella tradizione orale locale sia nella toponomastica.

Tra le testimonianze raccolte nel 2016 dal gruppo di ricerca della Biblioteca comunale di Donnas, si riporta la seguente: “A Mon dou bià, dapéi L’Artada, dézò lou tsémén, arà y an piantà lé oulive. Ma lé oulive són pa nouvale a Dounah: a Rouarèi, ou Pourtón Mangola, ire la via dell’ulivo, damon Rendouaca y è lou Rón d’Ouliva” (Gruppo di ricerca della Biblioteca di Donnas, 2016, p.66).

Tra i toponimi citati nel testo, si evidenzia il Rón d’Ouliva, un pilone votivo situato in Località Ronc, situato lungo la strada panoramica a mezzacosta che collega Donnas e Pont-Saint-Martin. I termini “ronc” e “rón” si riferiscono in patois francoprovenzale a terreni dissodati; il riferimento all’ulivo , così come la memoria di una “via dell’ulivo” in località Rovarey, fa supporre che in passato ne venissero coltivate delle piante nelle zone sopra citate.

La coltivazione dell’olivo è stata ripresa a Donnas nel 1985 da Dario Martinelli, fondatore ed ex presidente dell’Associazione Valdostana Olivicoltori (AVO), che piantò alcuni esemplari provenienti dall’Abruzzo nella zona dell’Artada, tutt’oggi presenti.Nel corso degli anni, la coltivazione si è estesa, arrivando a oltre cento piante (le cui cultivar principali sono leccino, pendolino e frantoio, presenti soprattutto nella zona dell’Artada e di Rovarey), e coinvolgendo altri olivicoltori locali.

La coltivazione dell’olivo ha permesso di recuperare alcuni terreni abbandonati e “ripresi” dal bosco, con importanti lavori di sistemazione degli antichi terrazzamenti storici.

3: L’Oratorio di “Rón d’Ouliva”

📍 Località: Ronc, Donnas
⛪ Caratteristica principale: Pilone votivo nascosto tra la vegetazione lungo la Strada dei Vigneti

Proseguendo lungo la Strada della Collina, si attraversano paesaggi caratterizzati da terrazzamenti viticoli e uliveti, con una vista panoramica sul fondovalle e sulle montagne circostanti. Dopo aver superato via Barmes e affrontato tre tornanti in salita lungo il versante montano, al terzo tornante si possono notare alcune piante di ulivo, segno della presenza storica di questa coltivazione nella zona.

In questo tratto si incontra il pilone votivo noto come “Oratorio di Rón d’Ouliva”, un piccolo monumento religioso collocato in posizione sopraelevata rispetto alla strada e parzialmente nascosto dalla vegetazione. Questo pilone testimonia la devozione popolare della comunità locale e si inserisce armoniosamente nel paesaggio agricolo della Strada dei Vigneti.

4: Croce della Missione

📍 Località: Donnas
🌄 Caratteristica principale: Punto panoramico sui vigneti terrazzati e i comuni di Donnas e Pont-Saint-Martin

Proseguendo lungo il percorso, poco oltre l’Oratorio di “Rón d’Ouliva”, si arriva a un punto panoramico di grande bellezza: la Croce della Missione. Questo simbolo religioso, situato in una posizione rialzata rispetto alla strada, offre una vista mozzafiato sulle colline terrazzate coltivate a vite e sui borghi di Donnas e Pont-Saint-Martin.

La Croce si trova nei pressi di una monorotaia utilizzata per i lavori nei vigneti, un dettaglio che sottolinea l’importanza della viticoltura in questa zona. Sul lato opposto, accanto alla croce, cresce una rigogliosa pianta di ulivo, a testimonianza del particolare microclima di quest’area, favorevole sia alla coltivazione della vite che a quella dell’olivo

5: Castello Baraing e olivi

📍 Località: Pont-Saint-Martin
🏰 Caratteristica principale: Edificio neogotico del 1883, oggi sede della Comunità Montana

Dopo aver attraversato località Ronc Cretaz e Bousc Daré, dove si trova una piccola area picnic ideale per una pausa, il percorso inizia a scendere verso Pont-Saint-Martin. Dopo aver affrontato due tornanti, si giunge al Castello Baraing, un’elegante costruzione in stile neogotico realizzata a partire dal 1883.

L’edificio, che oggi ospita la sede della Comunità Montana “Monte Rosa” – Unité des Communes valdôtaines Mont-Rose, è stato restaurato nel 2000 ed è un notevole esempio di architettura ottocentesca.

Il castello, con la sua imponente struttura e le sue decorazioni tipiche dello stile neogotico, rappresenta un’attrazione interessante per chi desidera esplorare il patrimonio storico della zona.

Sul lato sinistro dell’edificio, lungo il sentiero che conduce al centro storico, si possono trovare alcune piante di ulivo, ulteriore testimonianza della vocazione agricola del territorio.

La Croce si trova nei pressi di una monorotaia utilizzata per i lavori nei vigneti, un dettaglio che sottolinea l’importanza della viticoltura in questa zona. Sul lato opposto, accanto alla croce, cresce una rigogliosa pianta di ulivo, a testimonianza del particolare microclima di quest’area, favorevole sia alla coltivazione della vite che a quella dell’olivo

6: La Chiesa di Fontaney

📍 Località: Pont-Saint-Martin
⛪ Caratteristica principale: Antica chiesa con cimitero annesso, visibile solo dall’esterno

Scendendo dal Castello Baraing verso il centro storico di Pont-Saint-Martin, si incontra l’antica Chiesa di Fontaney, un edificio storico di particolare interesse, situato poco sotto il percorso principale.

La chiesa, con il suo cimitero annesso, rappresenta un’importante testimonianza del passato religioso della zona.

Sebbene non sia aperta alle visite interne, merita una breve sosta per ammirarne la struttura dall’esterno e apprezzare il fascino del suo contesto storico.

Approfondimento “La chiesa di Fontane a Pont-Saint-Martin”

La Chiesa di Fontaney deve il suo nome al luogo in cui venne edificata, ricco di sorgenti. Costruita tra il 1590 e il 1595 per volere del barone Pierre di Vallaise, la chiesa è conosciuta anche come la “piccola cattedrale”, poiché riproduce in piccola scala la pianta della cattedrale di Aosta.

L’edificio è suddiviso in tre navate, con volte a vela e illuminate da quindici grandi finestre, ed è affrescato con scene di vita dei Santi. A lato della chiesa è ancora visibile il basamento del campanile, di cui abbiamo un’unica testimonianza iconografica risalente al 1817. Nel disegno della pittrice inglese Henriette Anne Fortescue è raffigurato un campanile di considerevole altezza con feritoie, bifore e una guglia ottagonale.

Nel 1836 il campanile venne gravemente danneggiato e negli anni successivi venne progressivamente smantellato al fine di riutilizzare le pietre nella costruzione della nuova chiesa parrocchiale (Pramotton e Stroppa, 2009).

Sul lato destro della chiesa si trova inoltre la Cappella del Santissimo Rosario (a pianta quadrata), in cui sono sepolti alcuni membri della famiglia Mongenet, fondatori nei secoli XIX e XX di importanti fabbriche metallurgiche a Pont-Saint-Martin e nei comuni limitrofi di Carema e Lillianes (Nicco, 1988).

A partire dal 1839, a seguito dell’inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale di Pont-Saint-Martin, la chiesa di Fontaney venne abbandonata e spogliata dei suoi ornamenti. Sconsacrata e in forte stato di degrado, nel 2009 sono stati completati degli importanti lavori di restauro, che hanno incluso interventi di risanamento e ripristino degli elementi portanti e il restauro dei dipinti murali (Pizzi, Zidda e Perret, 2010).

7: La Casaforte detta ‘l Castel

📍 Località: Pont-Saint-Martin
🏰 Caratteristica principale: Antica dimora signorile del XV secolo, oggi centro culturale visitabile

Proseguendo lungo il percorso, dopo aver svoltato in via Emile Chanoux e successivamente in via Castello, si arriva alla Casaforte di Pont-Saint-Martin, conosciuta localmente come ‘l Castel. Questa struttura, costruita alla fine del XV secolo, fu la dimora dei signori di Pont-Saint-Martin fino agli inizi del XIX secolo.

L’edificio conserva il fascino delle architetture medievali valdostane, con mura robuste e un aspetto imponente che racconta il passato feudale della zona. Oggi, la casaforte è adibita a centro culturale e può essere visitata, previa verifica degli orari e delle modalità di accesso presso l’Office du Tourisme.

8: Il Ponte Romano

📍 Località: Pont-Saint-Martin
🌉 Caratteristica principale: Maestoso ponte ad arco del I secolo a.C., simbolo della romanizzazione della Valle d’Aosta

Dopo aver attraversato via Chanoux e imboccato la strada pedonale sul lato opposto, si giunge a uno dei monumenti più iconici della zona: il Ponte Romano di Pont-Saint-Martin. Risalente al I secolo a.C., questo ponte ad arco unico rappresenta una straordinaria opera di ingegneria romana ed è uno dei meglio conservati in Valle d’Aosta.

Costruito per facilitare il passaggio lungo la via delle Gallie, che collegava la pianura Padana con le Alpi, il ponte ha un’unica arcata lunga 35 metri, un’impresa tecnica eccezionale per l’epoca. Ancora oggi, il ponte è un simbolo del comune e il cuore del Carnevale Storico di Pont-Saint-Martin, durante il quale viene celebrata la leggenda che lo lega al Diavolo.

Approfondimento “Il ponte romano di Pont-Saint-Martin”

Il Ponte Romano, costruito nel I secolo a.C. durante l’impero di Ottaviano Augusto, si trova poco soprala confluenza del torrente Lys nella Dora Baltea ed è una testimonianza significativa della romanizzazione della Valle d’Aosta. Si distingue non solo per la sua imponenza, ma anche per la soluzione ingegneristica adottata: entrambe le sponde del ponte furono costruite sulla roccia e alle loro basi sono ancora visibili gli alloggiamenti per le travi lignee dell’impalcatura utilizzata per la costruzione dell’arcata in pietra, larga 35 metri. Era parte della strada romana delle Gallie che conduceva verso Aosta; venne utilizzato fino al 1831, quando venne edificato un altro ponte più a valle, tutt’oggi in uso.

Secondo la tradizione popolare locale, la costruzione del ponte è attribuita al diavolo. La leggenda narra che, durante il suo ritorno in Italia, San Martino, vescovo di Tours, fu fermato dalla piena del torrente Lys. Il santo accettò l’offerta del diavolo di costruire un ponte in una sola notte in cambio dell’anima del primo che lo avesse attraversato. San Martino ingannò il diavolo facendo attraversare il mattino successivo un cane affamato. Furioso, il diavolo scomparve nel Lys lasciando il ponte alla popolazione.

Questa leggenda è uno dei temi centrali del Carnevale storico di Pont-Saint-Martin (tra i vari temi troviamo inoltre la storia della colonizzazione romana e la leggenda della fata del Lys). Il Carnevale si apre il sabato grasso con la presentazione dei personaggi e coinvolge ogni anno più di mille figuranti; si chiude il martedì grasso con la messa alle fiamme sotto l’arcata del ponte del fantoccio che rappresenta il Diavolo ed è seguito da uno spettacolo pirotecnico.

9: Museo del Ponte Romano

📍 Località: Piazza IV Novembre, Pont-Saint-Martin
🏛️ Caratteristica principale: Piccolo museo dedicato alla storia e all’architettura del Ponte Romano

Nei pressi del Ponte Romano di Pont-Saint-Martin, si trova il Museo del Ponte Romano, una sala espositiva allestita in Piazza IV Novembre. Questo piccolo ma interessante museo offre un approfondimento sulla storia e la costruzione del celebre ponte romano, attraverso fotografie, disegni e documenti che ne raccontano l’origine e l’evoluzione nel tempo.

L’ingresso è libero, e il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00. L’accesso è facilitato da una scalinata e una rampa per disabili, rendendolo fruibile a tutti i visitatori.

10: La chiesa di Grand Vert

📍 Località: Grand Vert, Donnas
⛪ Caratteristica principale: Chiesa storica con scalinata d’accesso e portico in pietra

Dopo aver attraversato nuovamente il torrente Lys e percorso la passerella ciclopedonale, il tragitto prosegue su pista ciclabile lungo il fiume, offrendo una vista panoramica sui ponti attraversati in precedenza. Il percorso continua fino a raggiungere la frazione di Grand Vert, dove sorge la storica Chiesa di Grand Vert, situata in posizione elevata.

Per accedere alla chiesa, si percorre una suggestiva scalinata in pietra, che conduce a un portico sorretto da colonne, conferendo all’edificio un’atmosfera raccolta e solenne. La chiesa, dedicata alla Natività di Maria, è un importante punto di riferimento per la comunità locale e offre un contesto perfetto per una breve sosta.

Approfondimento “Grand Vert”

L’abitato di Grand Vert è situato all’envers di Donnas. Pur essendo esposta a bacìo, anche in questa zona vengono coltivati dei vigneti e alcune piante di ulivi, che si possono apprezzare percorrendo le tranquille e piacevoli stradine che si snodano su questa sponda della Dora Baltea. Di particolare interesse è la chiesa, dedicata alla Natività di Maria, che sorge in posizione elevata in località Montey: per accedervi si sale una suggestiva scalinata e si raggiunge un portico sorretto da colonne in pietra.

11: Arco e Strada Romana

📍 Località: Donnas
🏛️ Caratteristica principale: Strada romana scavata nella roccia con un arco monumentale risalente all’epoca imperiale

Proseguendo lungo il percorso, dopo aver attraversato il ponte pedonale sulla Dora Baltea, si entra nell’antico borgo di Donnas. Con una breve deviazione di qualche decina di metri, è possibile ammirare due importanti testimonianze dell’epoca romana: l’Arco e la Strada Romana.

Questa sezione della via delle Gallie, la strada che collegava l’Italia alla Gallia, è scavata nella roccia viva e conserva ancora i solchi lasciati dai carri romani, visibili lungo il tracciato. L’arco, costruito in blocchi di pietra, aveva probabilmente una funzione di segnalazione o di delimitazione territoriale.

12: Cappella di S. Orso

📍 Località: Donnas
⛪ Caratteristica principale: Piccola cappella storica situata nei pressi dell’Arco e della Strada Romana

Durante l’itinerario, dopo aver attraversato il centro di Donnas e percorso le stradine che si snodano tra vigneti e oliveti, si giunge a località Reisen. Qui, tra i terrazzamenti viticoli, si erge un grande masso di roccia, franato dalle pareti di Preles e rimasto incastrato tra i filari di vite. Questo blocco roccioso, con il suo aspetto imponente, rappresenta una peculiarità del paesaggio agricolo locale.

Proseguendo lungo l’itinerario e attraversando il ponte pedonale sulla Dora Baltea, si entra nell’antico borgo di Donnas. A pochi passi dall’Arco e dalla Strada Romana, con una breve deviazione, si trova la Cappella di Sant’Orso, un piccolo edificio religioso di grande valore storico e simbolico per la comunità locale.

La cappella è dedicata a Sant’Orso, figura venerata in Valle d’Aosta, noto per la sua opera di evangelizzazione nelle regioni alpine. La sua struttura semplice e raccolta riflette la spiritualità della popolazione locale e la continuità della devozione popolare nel corso dei secoli.

13: Borgo antico e palazzo Enrielli

📍 Località: Donnas
🏰 Caratteristica principale: Edificio storico con elementi medievali situato lungo la via dell’antico borgo

Pedalando lungo la suggestiva via dell’antico borgo di Donnas, si attraversa un tratto ricco di storia, in cui si possono ammirare affreschi, finestre medievali, portoni in legno intagliato e antichi stemmi nobiliari. Tra gli edifici di maggior rilievo spicca Palazzo Enrielli, una dimora signorile risalente al XVII secolo.

Il palazzo si distingue per la sua torre scalare cilindrica, un elemento architettonico tipico delle residenze nobiliari valdostane. Costruito con pietra locale e caratterizzato da dettagli eleganti, rappresenta un’importante testimonianza della vita aristocratica dell’epoca.

Approfondimento “Il borgo antico di Donnas e palazzo Enrielli”

Sorto lungo la Via delle Gallie, di cui ancora oggi se ne può ammirare un tratto, il borgo antico di Donnas fu un centro di particolare importanza poiché punto di transito e di sosta verso Aosta e la Gallia.

Nel Medioevo Donnas passò sotto il dominio dei Conti di Savoia, diventando un importante punto di passaggio e controllo sul ramo valdostano della via Francigena che conduceva alla stretta gola di Bard, dove venivano riscossi i pedaggi legati ai transiti (Sergi, 2008).

Passando nell’antico borgo, che si sviluppa per circa 300 metri di lunghezza, si incontrano caseforti e palazzi signorili, tra i quali spicca palazzo Enrielli, risalente al XVII secolo e contraddistinto da una torre scalare cilindrica: qui si insediò il conte Marco Antonio Enrielli nel 1694, a cui furono affidate le vigne e il borgo di Donnas.

Ogni anno, la terza domenica di gennaio si svolge la fiera di S. Orso, un’anticipazione dell’omonimo evento di Aosta. Originariamente nata per la vendita di attrezzi agricoli costruiti durante l’inverno, la Petite Foire di Donnas è oggi vetrina dell’artigianato valdostano di tradizione. Si svolge nel suggestivo borgo medievale e si possono trovare oggetti dedicati all’uso quotidiano e opere d’arte realizzate dagli artisti valdostani.

14: Porta medievale

📍 Località: Donnas
🏰 Caratteristica principale: Antico accesso in pietra con arco a tutto sesto, testimonianza dell’epoca medievale

Proseguendo lungo il percorso, si oltrepassa la Porta Medievale di Donnas, un suggestivo varco in pietra locale, costruito con un arco a tutto sesto, tipico delle fortificazioni medievali. Questa porta rappresentava un punto di accesso strategico al borgo, fungendo sia da passaggio obbligato per viandanti e mercanti sia da elemento difensivo per la comunità.

Attraversata la porta, si supera il torrente Bellet, che scorre ai margini del centro abitato e aggiunge un tocco naturale all’atmosfera storica del luogo.

15: Municipio (Antica Villa Selve)

📍 Località: Donnas
🏛️ Caratteristica principale: Storica villa ottocentesca oggi sede del municipio

Proseguendo lungo l’itinerario, si costeggiano gli edifici della biblioteca comunale e del municipio di Donnas, situato all’interno dell’ex Villa Selve, un’elegante residenza storica risalente al XIX secolo.

La villa appartenne alla famiglia Selve, imprenditori di origine tedesca che giocarono un ruolo chiave nello sviluppo industriale della zona. Oggi, l’edificio è stato restaurato e ospita gli uffici comunali, mantenendo il fascino della sua architettura storica.

Approfondimento “La famiglia Selve”

Originaria di Lüdenscheid, in Germania, i Selve furono una famiglia di industriali nel settore metallurgico. Nella seconda metà dell’Ottocento, Hermann Dietrich Selve si associò al banchiere Karl Basse, fondando la Ditta Basse e Selve (venne registrata come ditta commerciale di Lüdenscheid nel 1863), che forniva materiale grezzo per la produzione di bottoni e distintivi.

Nel 1870 la Ditta stipula un accordo con il governo italiano per l’esportazione in Italia di materiale per cartucce; l’anno seguente, la Ditta rileva la fabbrica metallurgica dei Fratelli Mancardi, in fallimento, a Donnas.

Nel 1874, la proprietà della fabbrica di Donnas viene trasferita da Herman Dietrich Serlve ai figliAugusto e Federico Selve. Lo stabilimento era alimentato da un canale derivato dalla Dora Baltea e occupava 450 operai. Nel 1907 Luis Napoléon Bich (1845-1909), agronomo e presidente del Comice Agricole de l’Arrondissement d’Aoste per un ventennio, afferma che nei primi anni del ‘900 la popolazione era in crescita a Donnas e Pont-Saint-Martin, dove si registrava una situazione più florida rispetto agli altri comuni della Valle. In quegli anni Federico Selve progettò di costruire un nuovo stabilimento a Châtillon; dopo una prima fase di approvazione da parte delle amministrazioni locali, il progetto venne rifiutato e abbandonato.

Nel 1908 i Selve cedono gli stabilimenti di Donnas alla Società Metallurgica italiana, di proprietà della famiglia Orlando, che chiuderà senza alcun preavviso nel 1929. Federico Selve e la moglie Martacontinuarono a fare visita al paese, risiedendo per brevi periodi a Villa Selve.

16: Museo della vite e del vino

📍 Località: Donnas
🍷 Caratteristica principale: Museo dedicato alla viticoltura locale, situato nelle antiche cantine dell’ex asilo “Anna Caterina Selve”

Penultima tappa dell’itinerario conduce al Museo della Vite e del Vino, un luogo che racconta la lunga tradizione vitivinicola di Donnas e della Valle d’Aosta. Situato nelle cantine storiche dell’ex asilo “Anna Caterina Selve”, il museo offre un viaggio nella cultura enologica locale, con esposizioni di strumenti agricoli, documenti storici e pannelli informativi sulla produzione vinicola della regione.

Donnas è famosa per la produzione del Nebbiolo Picotendro, vitigno che si è adattato nei secoli ai terrazzamenti viticoli della zona, rendendo il vino locale unico nel suo genere.

Approfondimento “La coltivazione della vite e la DOC Donnas”

Sebbene i Salassi conoscessero e consumassero il vino, si deve ai Romani l’importazione della vite in Valle d’Aosta a seguito della fondazione della colonia di Augusta Praetoria. Durante il Medioevo la produzione di vino nella Regione venne mantenuta in particolare dai monaci. Carlo Magno, in particolare, si adoperò per preservare la tradizione, emanando l’editto Capitularia con alcune norme in merito alla coltivazione della vite e alla produzione di vino. Risalgono sempre al periodo medievale le prime testimonianze scritte relative alle varietà di vite coltivate, moscatellum (Moscato) e picotendro (Nebbiolo); inoltre, si hanno notizie risalenti alla fine del XIII secolo che riguardano i vigneti dell’attuale zona di produzione di Donnas, in cui sono elencate le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria (Vola, 2010).

Nei secoli successivi, la viticoltura venne supportata e incoraggiata dalle signorie valdostane, in particolare gli Challant, e dai Savoia: il vino, infatti, era un prodotto non solo destinato a soddisfare le esigenze locali ma anche commercializzato (Erlicher, 2022).

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, i vitigni valdostani iniziarono a subire i danni causati da malattie fitosanitarie provenienti d’oltreoceano, quali la fillossera, l’oidio e la peronospora, che causò una progressiva diminuzione sia della produzione sia della qualità del vino, destinato ormai all’autoconsumo.

Nel 1971, un gruppo di viticoltori ottiene la Denominazione di Origine Controllata per il vino di Donnas, prima DOC della Regione, e dà vita alla cantina sociale “Caves Cooperatives de Donnas” (https://www.donnasvini.it/), con lo scopo di tutelare e garantire la qualità del vino prodotto nei vitigni del territorio. Secondo il disciplinare di produzione, la DOC “Vallée d’Aoste” Donnas è riservata al vino ottenuto per almeno l’85% dalle uve provenienti da vitigni nebbiolo (picotendro) coltivati al di sotto dei 700 metri di altitudine nei comuni di Pont-Saint- Martin, Perloz, Donnas e Bard;

il restante 15% può provenire da uve di altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione in Valle d’Aosta.

17: La Chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli

📍 Località: Donnas
⛪ Caratteristica principale: Chiesa storica con pregevoli opere in legno artigianale

Come ultima breve deviazione prima di concludere l’itinerario, è consigliata una visita alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro in Vincoli, un luogo di grande valore storico e artistico. L’edificio, situato nel cuore di Donnas, conserva straordinarie opere artigianali in legno, che ne arricchiscono l’interno e ne fanno un piccolo gioiello del patrimonio locale.

Tra gli elementi più interessanti spiccano:

  • La cantoria finemente intagliata, che ospita l’organo della chiesa.
  • Il battistero e il pulpito, decorati con dettagli scolpiti a mano.
  • I banchi del coro e le porte in legno, che mostrano la maestria degli artigiani locali.

Bibliografia

AA. VV. La parola alle maschere. Carnavals de la Vallée d’Aoste, a cura del Bureau Régional pour l’Ethnologie et la Linguistique, Pavone Canavese: Priuli & Verlucca editori.

Gruppo di ricerca della Biblioteca di Donnas (2016), Dounah. Lou patoué, la dzen, lé travai, lé pós, Bollettino della Biblioteca comunale di Donnas, n. 13.

Bich Louis Napoléon (1907), La Vallé d’Aoste de l’avenir, Aosta: Duc.

Charles Teresa (1987), Donnas, l’impronta dei Selve, Bollettino della Biblioteca comunale di Donnas, n. 3.

Comune di Donnas, https://www.comune.donnas.ao.it/vivere-il-comune/luoghi/comune-di-donnas/

Erlicher Elena (2022), Donnas: I vini della Valle d’Aosta tra signorie alpine e dominio sabaudo, Vittorio Veneto: Kellerman.

Nicco Roberto (1988), L’industrializzazione in Valle d’Aosta. Studi e documenti, Quart: Musumeci.

Orlandoni Bruno (1996), Architettura in Valle d’Aosta: Il Quattrocento: gotico tardo e rinascimento nel secolo d’ora dell’arte valdostana, 1420-1520, Ivrea: Priuli&Verlucca. (3 volumi)

Nigra Carlo (1974), Torri, castelli e case forti del Piemonte: dal 1000 al secolo XVI: la Valle

d’Aosta, Aosta : Musumeci.

Patois VdA (2020), La parola del mese: Ronc, https://www.patoisvda.org/it/news-sportello-linguistico-patois-valle-d-aosta/la-parola-del-mese-ronc/ (ultima consultazione 28/05/2024).

Piccoli Francesca (2004), Il vino nel nord Italia in epoca romana: storia della coltivazione della vite, della produzione e del commercio del vino in Cisalpina, Verona: Della Scala

Pizzi Laura, Ridda Gianfranco, Perret Patrik (2010), “La Chiesa di Fontaney. Antica parrocchiale di Pont-Saint-Martin”, Bollettino della Soprintendenza per i beni e le attività culturali, n. 7, pp. 143-157.

Pramotton Luciana, Stroppa Silvia (2009), Chiesa di Fontaney : antica parrocchiale di Pont-Saint-Martin, Quart: Musumeci.

Pramotton Luciana, Joris Cinzia, Stroppa Silvia (2010), Borgo di Pont-Saint-Martin. Dalle origini alla ricostruzione, Quart: Musumeci.

Sergi Giuseppe (2008), “Il Medioevo: Aosta periferia centrale”, in Noto S. (a cura di), La Valle d’Aosta e l’Europa, Firenze: Olschki, pp. 29-62.

Vola Giorgio (2010), Storia regionale della vite e del vino in Italia – Valle d’Aosta, Conegliano: Accademia Italiana della Vite e del Vino.

Casaforte di Pont-Saint-Martin: https://www.comune.pontsaintmartin.ao.it/vivere-il-comune/luoghi/la-casa-forte-detta-l-castel/

Caves de Donnas: https://www.donnasvini.it/

Climbing Park Balteo: https://balteus.lovevda.it/it/banca-dati/7/arrampicata/donnas/climbing-park-balteo/3229

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